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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 06/09/2010 @ 14:11:03, in gps, linkato 7 volte)
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Di Admin (del 05/09/2010 @ 21:38:39, in gps, linkato 7 volte)
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Di Admin (del 20/07/2010 @ 17:28:05, in allenamento, linkato 57 volte)

The agony of da feet
Inserito originariamente da santheo
Non è una novità l’utilizzo dell’elettrostimolatore come integrazione nella preparazione atletica, ho letto molto a riguardo, sui pro e contro del sistema. Prima di scrivere delle cose ho voluto provarlo direttamente in maniera costante e sistematica. La prima fase di sperimentazione era basata sull’utilizzo di programmi di forza esplosiva, abbinati all’allenamento specifico in bicicletta. Ho provato per qualche settimana, e se devo essere onesto non ho avuto molti benefici in termini di miglioramento delle performances. Forse lo utilizzavo ad intensità troppo bassa, ma oltre a non vedere dei miglioramenti (teniamo presente che un allenamento è quasi sempre valutabile in termini di prestazione: tempo cronometrico, rapporto usato per raggiungere certe velocità etc…) invece qui, con l’elettrostimolatore, non si riesce a percepire quanto uno è migliorato. Per cui ho abbandonato il campo in questa direzione. Un altro programma che ho utilizzato è quello decontratturante, qui invece ho riscontrato una buona risposta e immediata, però se uno ha una buona preparazione difficilmente si troverà con le gambe di legno nel ciclismo, è questo programma è un po’ troppo violento nel massaggio, serve solo in alcuni casi specifici. Infine un programma che ho trovato veramente utile è quello della capillarizzazione, che permette un fresco afflusso di sangue ai muscoli e li ossigena bene (questa è la mia sensazione), utile nei due casi: pre-gara, permette di preparare la gamba e come post gara nei recuperi. Il ciclismo su pista è un tipo di attività violenta, uno sprint di 200 mt. da fermo può indurirti le gambe e non poco, si forma spesso moltissimo acido lattico e tossine, un massaggio (fatto in maniera tradizionale) oppure una seduta all’elettrostimolatore può risolvere il problema, e mentre il primo risulta difficile da attuarsi, il secondo con poche centinaia di euro si può ottenere. Bisogna però abituarsi.
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Di Admin (del 09/07/2010 @ 10:08:23, in allenamento, linkato 68 volte)
Nei paesi anglosassoni, com'è noto (lo si vede in televisione e al cinema), si utilizza spesso la terapia dello psicologo per risolvere i problemi e vivere in maniera armoniosa con se stessi e con gli altri. Fare agonismo ad alto livello (alto inteso come livello di aspettativa di noi stessi e non in senso assoluto, anche un "amatore" dilettante può volere molto da se stesso e non necessariamente deve essere un'atleta d'elite), può generare dello stress al quale non siamo abituati. Cosa è lo stress alla fine? E' la risposta dell'organismo (fisico e mentale, bisogna vedere l'individuo nell'insieme) ad una serie di stimoli che provengono dall'esterno, che lo pongono in condizioni di allarme. L'allenamento di fatica, pone il fisico allo stress per poi compensare con un miglioramento, così una responsabilità, un obiettivo da superare, stressa la mente e mette in discussione la nostra capacità di reagire. L'ansia è una possibile manifestazione patologica. Invece il termine Peak Performance significa la massima espressione che si può ottenere dalla prova che intendiamo fare. Il mio suggerimento è questo, non aver paura dello stress, saperci convivere, avere la certezza che una volta affrontato un problema e superato, nel bene e nel male, lo si può affrontare di nuovo con maggiore serenità. Mi è capitato di partecipare a gare importati e sentirmi con le gambe bloccate (nel ciclismo si usano le gambe, ma se facessi il tiro con l'arco probabilmente tremerebbe la mano), perchè avevo affrontato l'evento senza la giusta serenità, dagli errori, bisogna imparare. La gara è un "esame", è un momento in cui ci si mette in discussione e genera stress. Non è negativo, lo stress... ricordiamoci che senza stressare il fisico non si migliorano le prestazioni. Bisogna conviverci. Alcune regole che possono tornare utili: non alimentare ulteriori stress rispetto a quelli normali da affrontare, se non stiamo bene con noi stessi, per il lavoro, per la famiglia o problemi diversi, è meglio lasciar perdere e dedicarsi a quelli più importanti. Evitare l'atteggiamento "narcisistico", la preoccupazione della propria immagine sociale, e della supervalutazione del proprio Io, perchè l'egocentrismo non si sposa bene con una tranquillità emotiva e psicologica. Pensare solo a fare un buon lavoro, indipendentemente da quello che gli altri e noi stessi possiamo pensare a giudicare. Non temere mai i giudizi. Un'altra cosa che alimenta lo stress è l'evento imprevisto, quindi cercare la metodicità, usate i materiali che conoscete, alimentatevi come fate di solito, fate del giorno di gara una sequenza di rituali standard che conoscete bene. Anche se però, abituarsi agli "imprevisti" può essere un arma in più. Avete notato come chi ha nella sua vita affrontato più gare di alto livello sappia adattarsi meglio ad ogni situazione e vive con più tranquillità la gara? Gli avversari non devono essere motivo di stress, sia che siano più bravi di noi, sia che siano più deboli. Cosa vuol dire questo: avere il rispetto di tutti, e accettare le sconfitte come le vittorie. Evitare l'atteggiamento tipico della volpe e l'uva (non mi interessa vincere), quella è solo una potenziale invidia irrisolta che si manifesta con la non valorizzazione dell'obiettivo pur di autogiustificarsi. Nell'insieme possiamo dire che non basta solo migliorare la qualità dell'allenamento sul perfezionamento dei materiali e delle tecniche ma anche della mente per ottenere le massime prestazioni, forse l'unico doping (psicologico) che non crea danni ma migliora l'atleta.
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Di Admin (del 07/07/2010 @ 17:41:11, in pista, linkato 73 volte)

STRUTTURA TECNICA REGIONALE.
PROGRAMMA CAMPIONATI REGIONALI PISTA 27/28 LUGLIO
VELODROMO FRANCONE
Come da Regolamento Campionato Italiano.
TITOLI IN PALIO
Esordienti : Velocità e Corsa a Punti
Allievi : Ins.Individuale – Velocità – Corsa a Punti – Keirin – Americana – Vel. Olimpica
Donne Esordienti : Velocità – Corsa a Punti
Donne Allieve : Inseguimento Individuale – Velocità – Corsa a Punti
Juniores : Omnium Velocità ( Velocità – Keirin – Eliminazione ) Omnium Resistenza ( Inseg.Indiv. – Corsa a Punti – Scratch )
Elite-Under : I TITOLI SARANNO ASSEGNATI SE ALMENO 6 PARTECIPANTI Omnium Velocità - Omnium Resistenza

1^ Giornata Martedì 27 Luglio Ritrovo ore 8,00 per categorie Esordienti-Allievi -Donne Esord./Allieve- Juniores Inizio gare ore 9,30 Esordienti : Qualificazione Corsa a Punti - Giri 25 -5 traguardi Juniores / Elite-Under : Qualificazioni 200mt lanciati ( 12 tempi ) Allievi : Velocità –Qualificazioni 200mt lanciati (12 tempi) Donne Allieve : Velocità –Qualificazioni 200mt lanciati Donne Esord.: Velocità –Qualificazioni 200mt lanciati Esordienti : Velocità –Qualificazioni 200mt lanciati (18 tempi) Juniores / Elite-Under : Inseguimento Individuale ( Finale Diretta) - ( Omnium Resistenza ) Allievi : Inseguimento Individuale ( Finale Diretta) Donne Allieve: inseguimento individuale ( Finale diretta ) Pausa : ore 13,00 Inizio gare Pomeriggio : ore 14,30 Esordienti : Batterie Velocità 1° turno ( 9 x 2 ) Donne Esord. : Batterie Velocità 1° Turno ( 3 x 2 ) Esordienti : Recupero Batterie Velocità ( 3 x 3 ) Juniores: Batterie velocità (6 x 2 ) Allievi : Batterie Velocità ( 6 x 2 ) Esordienti : 2° Turno Batterie Velocità ( 6 x 2 ) Juniores: Recupero Batterie velocità (2 x 3 ) Allievi : Recupero Batterie Velocità ( 2 x 3 ) Esordienti : Recupero 2° Turno Batterie Velocità ( 2 x 3 ) Donne Esord.: Recupero

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Di Admin (del 06/07/2010 @ 09:41:01, in pista, linkato 130 volte)

Campionati Regionali Lombardi F.C.I. su pista nel Velodromo di Busto Garolfo (MI) - TROFEO AGRIBRIANZA Organizzati dal Cicloclub Lombardo Amatori Pista. Società che si impegna da diversi anni nella promozione delle attività su pista. Essendo un campionato regionale, oltre agli assidui frequentatori e specialisti della pista, era presente un buon numero di partecipanti. Busto Garolfo è un bell’impianto, discretamente veloce, ma con un fondo liscio e abbastanza scorrevole, una pista facile, adatta anche a chi vuole iniziare le attività su pista. Gli “highlights” (termine anglosassone per definire le cose più importanti della giornata) sono state, ottime prove dei giovani nella velocità sui 200 mt. – MT - M1 - M2 - Cristian Bettinelli (Albonese MAPEI) riesce a far fermare i cronometri su 11.49 – questo risultato di notevole pregio – viene apprezzato anche dal Commissario Tecnico federale – Bielli, presente alla manifestazione. Ma i giovani danno spettacolo anche con il chilometro dove vince Trezzi Fabio (GS Trabattoni) tempo 1.10,80 e Cristian Bettinelli (Albonese MAPEI) tempo 1.11,84 vincendo le rispettive maglie da campione regionale. Nella velocità della seconda fascia, vince il favorito Fabio Alberti (Albonese MAPEI), purtroppo penalizzato da una caduta dovuta ad uno scoppio di un tubolare fortunatamente a bassa velocità, davanti ai due velocisti di casa Kia Motors Cycling Team: Dario Finatti e Gianfranco Muscheri anche oggi visti fortemente in crescita. Una bella volata è stata quella della terza fascia, che ha visto confrontarsi Claudio Scabbia (Kia Motors) e Graziano Pantosti (Albonese MAPEI) in un finale da brividi, vince Scabbia per pochi centimetri e nulla vale il portentoso ed esperto colpo di reni di Pantosti (Albonese MAPEI). Le belle finali sono quelle che appassionano il pubblico, come già scritto in altre occasioni. Inseguimento, 7 giri (essendo la pista 380,64 mt.) non sono 3000 mt. (come dovrebbero essere), ma nella realtà sono 2660 mt. - questa distanza è stata scelta per praticità dei cronometristi e giuria, quindi i risultati sono da vedersi in quest’ottica e non confrontabili con i tempi sui 3000 mt. proprio per questa ragione, il parametro di riferimento è la media oraria di gara al termine della prova. I campioni lombardi, di questa specialità, nella prima e seconda fascia, hanno percorso i 2660 mt. mediamente dai 47,5 ai 48,5 km/h di media, il che vuol dire percorrere i 3000 mt. tra in 3’ 50” fino ai 3’ 43”. Tempi discretamente buoni (ottimi in relazione all’impianto e alle condizioni meteo da Sahara) che potenzialmente potrebbero abbassarsi proprio il prossimo sabato ai campionati italiani a Montichiari (essendo un velodromo coperto il legno e molto veloce). Stesso discorso vale anche per la terza e quarta fascia che percorrono non 2000 mt. bensì 1900 mt. (5 giri), anche qui è da vedere la media di gara e relativamente il tempo. Il miglior tempo sui 750 è ottenuto da Roberto Dardi (Albonese MAPEI) con un 52,36 – un tempo di valore e di buon auspicio per fine mese quando l’atleta del team MAPEI parteciperà ai Campionati Europei, anche in questa specialità. Antonio Beretta (Team REFA) vince i 500 mt. davanti a Scabbia, ma non essendo della Federazione Ciclistica Italiana, non può indossare la maglia. In analogia anche la campionessa Patrizia Spadaccini vince su Marina Lecchi, ma non essendo tesserata per il Comitato Regione Lombardia, non può indossare la maglia bianco verde da campionessa regionale. Seguono la gare scrath e a punti, dove si impongono Maurizio Breviario, Giuseppe Ravasio e Alberto Barzetti. Finale di giornata, in programma la velocità Olimpica, vinta dal team Alberti, Bettinelli e Vanzo.

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Di Admin (del 02/07/2010 @ 09:00:53, in pista, linkato 89 volte)
Mi è capitato recentemente di spiegare ad un profano, in questo caso un mio amico incuriosito dalla materia di discussione, di quali sono le differenze tra ciclismo su strada e ciclismo su pista. Fermo restando che era già a conoscenza del fatto che uno viene svolto su strada e l’altro nei velodromi, ho iniziato a spiegare anche la differenza della bicicletta (una delle cose che i profani recepiscono meglio). Siccome l’interlocutore, essendo totalmente estraneo alla conoscenza del ciclismo, ma ricettivo nei ragionamenti, la prima cosa che mi ha chiesto è: “ ma si va più forte in pista? Come ci si prepara?”. Subito sono rimasto “spiazzato”, poi gli ho fatto un ragionamento che ha una sua logica, ovvero gli ho detto che le gare su strada sono essenzialmente lunghe (a parte le cronometro) e proprio per questa “lunghezza” deve essere privilegiata la resistenza, poi gli anche spiegato che quando viene svolta una gara su strada, dentro normalmente si effettuano tutte le specialità della pista (si insegue, si fanno gli sprint e le volate, si fa ritmo… etc.) solo che tutte queste cose, devono essere “ragionate” nell’ottica del finire la gara sulla distanza, mentre nei velodromi, si separano questi gesti atletici e si effettuano delle prove di gara su ogni disciplina (lo sprint, l’inseguimento, le variazioni di ritmo nelle gare a punti, e il passo nei record dell’ora o dietro motore). E’ capitato spesso che molti stradisti, molto forti, si siano confrontati con gli specialisti della pista, per fare un esempio: Guido Messina con Fausto Coppi, Guidone Bontempi con Ottavio Dazzan… e per venire alle categorie amatoriali, ogni tanto qualche gran fondista di successo si cimenta nel tondino. Il più delle volte, nonostante la grande capacità atletica dello stradista, nulla vale nei confronti del pistard nel suo habitat naturale (il Velodromo). Questo perché nelle discipline su pista, generalmente ogni gesto atletico deve (dovrebbe) essere portato all’eccesso, nella sua massima espressione. Per esempio, un buon passista su strada che viaggia ai 48-50 km/h di media per 10-20 km, deve confrontarsi con un pistard che fa “solo” 3000-4000 metri ai 52-54 orari. Un velocista su strada, che lancia una volata ai 57-58 orari, si trova un velocista della pista che (dovrebbe) fare almeno i 64-68 km/h. Quindi il concetto è questo, più o meno, poi nella realtà spesso anche i pistard hanno risultati modesti, soprattutto nelle categorie amatoriali, per cui tutto è relativo e contestuale, però ha un fondamento. Proprio per questo, nelle categorie giovanili, viene promossa l’attività su pista, proprio per “completezza” e conoscenza di quello che è la massima espressione in fatto di sprint, passo ed alte velocità.
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Di Admin (del 01/07/2010 @ 14:46:36, in pista, linkato 119 volte)
Il 21 maggio a Mosca un olandese di nome Maas Van Beek ha girato in pista per 66.288 km, mentre il precedente record era di 66.114 km. Il filmato riguarda un record precedente, inoltre il rapporto usato è il 70x11, Maas Van Beek aveva già tentato anche il record dell'ora senza la sella, senza riuscire a batterlo, altra curiosità e che Van Beek è stato malato di cancro come Armstrong ed è guarito. Pare inoltre che usi il succo di barbabietola, pare che faccia bene per l'acido lattico... mah!!!! E' stato comunque bravissimo a 54 anni...

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Di Admin (del 14/06/2010 @ 09:25:29, in gps, linkato 156 volte)
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Di Admin (del 10/06/2010 @ 09:07:13, in pista, linkato 143 volte)

Il ciclismo su pista è ricco di discipline molto differenziate tra loro, che per semplicità si possono raggruppare in due famiglie (quelle della resistenza e quelle della velocità). Ho trovato in rete questo grafico, che ho tradotto in italiano aggiungendoci anche due ellissi che mettono in evidenza le caratteristiche fisiche ed atletiche delle due discipline sportive descritte: endurance (tipo inseguimento) e velocità (sprint, keirin etc..). Il triangolo rappresenta l’universo sportivo e il pallino rosso il baricentro o meglio il punto di dove ci si spinge con l’allenamento. Questo per far capire, ai neofiti, che non si può allenare tutto, o meglio, per diventare bravi bisogna scegliere quello in cui si riesce meglio. Per leggere il grafico è semplice, se alleno la velocità (frequenza di pedalate), perdo un po’ di potenza e un po’ di resistenza aerobica, se alleno la forza pura, perdo di velocità di gamba e di resistenza aerobica ed infine se alleno la resistenza aerobica, non dedicherò energie alla forza pura e alla assoluta velocità di gamba. Quindi le due grandi famiglie di discipline: endurance (tipo inseguimento) e velocità (sprint, keirin etc..) hanno in linea di massima allenamenti diversi, anche se dovranno essere contemplate tutte e tre le componenti, ma soffermandosi solo in maniera maggiore su due delle tre. Gli inseguitori alleneranno (velocità di gamba – indispensabile per la pista in tutte le discipline – e resistenza aerobica in quanto la prova dura oltre i 30-40 secondi), mentre i velocisti faranno lavori di forza (pesi, partenze da fermo…) abbinati ad agilità di gamba (dietro motore, sprint in discesa). Certo è uno schema semplicistico, ma è più o meno quello che avviene. Poi è anche vero che un inseguitore, per tirare un rapporto lungo ad alta frequenza, deve lavorare anche sulla forza, così come un chilometri sta, deve avere anche buone doti aerobiche perché dopo i 30-40 secondi, cioè per l’ultimo terzo di gara, un po’ di fiato non guasta.
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Di Admin (del 07/06/2010 @ 12:41:02, in pista, linkato 80 volte)
Sabato 5 giugno si è svolta la 4^ tappa del Giro d’Italia delle Piste Master sul velodromo Sacchi ubicato nei pressi del Parco delle Cascine a Firenze. Una gara organizzata dal Club Sportivo Firenze e da Andrea Neri (il toscano azzurro della pista del team Cyberg). La giornata prevedeva gare di velocità, inseguimento chilometro da fermo e derivati (750 mt. e 500 mt.) e scratch. La partecipazione, è stata sottotono, non come livello qualitativo ma quantitativo di partecipanti, e questo è dovuto non per l’organizzazione e nemmeno per la “location”, che poteva essere (visto la città ed il contesto artistico) una meta interessante anche per le famiglie che accompagnavano i corridori. In generale, le condizioni meteo erano ottime, gran sole, un leggero venticello sul rettilineo d’arrivo obbligava a spingere il rapporto con più energia, certo che il caldo intenso e secco, arrivato così all’improvviso, ha lasciato tutti “spiazzati” e sicuramente ha influito sulle prestazioni. Il manto del velodromo presenta inoltre moltissimi avvallamenti, quindi i tempi registrati (con prestazioni di livello più basso rispetto alla media stagionale) sono da vedersi in quest’ottica, nelle curve la bicicletta tendeva a saltellare e nei rettilinei queste imperfezioni del manto rallentavano l’azione. Nel complessivo, dati alla mano, confrontando con i risultati delle categorie Elite/U23/Junior della tappa del 2009, sempre nello stesso velodromo, sono emersi questi risultati: Cristian Bettinelli (SC Albonese MAPEI) ha ottenuto uno splendido 11,8 sui 200 metri (che lo avrebbe posizionato nei primi tre tempi tra le categorie giovanili – lo scorso anno nello stesso velodromo ha ottenuto il miglior tempo Andrea Guardini con 11.69 e secondo Luca Ceci con 11.8) – sottolineo questo elemento perché Bettinelli è un amatore – ovvero non corre per mestiere ma nella vita è odontotecnico, è arrivato al ciclismo in età adulta e si dedica con dedizione e professionalità – e talvolta le prestazioni delle categorie amatoriali non discostano molto da quelle più blasonate giovanili. Anche nel chilometro da fermo, (e passaggi sui vari intertempi 750 e 500 metri), vedendo le classifiche degli Elite/U23/Junior, che a parte i tre concorrenti (Ceci, Paoli e Gasparrini) – che hanno ottenuto dei tempi che vanno dagli 1.09 al 1.10 sul km. (tempi di tutto rispetto su quella pista che penalizza di 2 secondi sui 1000 mt.) – gli altri sono stati tutti al di sopra dei 1.12- bisogna ammettere che i nostri “amatori” che hanno registato dei tempi di 1.13 come Bettinelli o con le attenuanti della corta distanza sui 750metri (delle categorie master 3 – 40-44 anni), con tempi intorno ai 54 secondi sono in assoluto buone prestazioni che non sfigurano di fronte alle prove dei ragazzi molto più giovani. Questo vuol dire che il ciclismo amatoriale (per la pista) si è ormai avvicinato ai livelli medi (non parliamo di quei pochi azzurri che riescono ad ottenere prestazioni di alto livello), e che forse sarebbe opportuno che venissero organizzate gare open (visti i pochi praticanti di queste discipline) così come avviene in altri paesi europei. Questo per non “sprecare” risorse economiche. Qui si tratta di “amatori” che però non sono neofiti della pista, ma hanno alle loro spalle molta esperienza che potrebbero trasmettere anche ai giovani. Tra le novità, che meritano una segnalazione, c’è anche il ritorno alla vittoria di Angelo Onofri, che all’età di quasi 60 anni, effettua un 500 metri da fermo in 40 secondi. Angelo ha corso per il Centro Sportivo del Corpo Forestale dello Stato diretto da Mario Valentini nel 1968 – insieme a Del Zio e Rossi, nomi importanti del ciclismo su pista, e avrebbe dovuto partecipare alle Olimpiadi di Monaco se… (ma chiedetelo a lui se vorrete). Quindi “amatori” ma in taluni casi anche “blasonati”. Quindi per finire a Firenze c’erano tutti (o quasi tutti) i veri appassionati dell’anello: i “neofiti” che di anno in anno migliorano nelle prestazioni, i “veterani” che corrono e trasmettono quel che sanno ai ragazzi più giovani e una piccola quota di “stradisti” che incuriositi dell’evento, si sono lasciati “prendere” e speriamo diano un seguito.
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Di Admin (del 01/06/2010 @ 16:13:51, in allenamento, linkato 99 volte)
Questo articolo è frutto di una traduzione di un testo inglese su un argomento molto interessante per gli atleti agonisti, ovvero la capacità di resistenza allo stress fisico al di sopra delle proprie possibilità. Gli anglosassoni la chiamano “stamina”. Alcune volte mi è capitato di affrontare una gara dura senza la giusta convinzione di poter sfruttare il 100% delle potenzialità, cioè dando solo il 98% anziché il 100%. Anche quel poco che rimane (i valori percentuali sono indicativi) è quello che il mio avversario ha sfruttato per raggiungere il successo. Come si traduce in parole semplici: tirare fino a dopo il traguardo e non fermarsi prima. La prima cosa che viene fuori, dall’articolo in oggetto, è che l’età favorisce l’adattamento psicologico allo stress, cioè invecchiando si regge meglio lo sforzo (a livello psicologico), anche se c’è un decadimento fisico che fa peggiorare le prestazioni. E’ una forma di compensazione naturale. Se il nostro atteggiamento di non accettazione della perdita di tonicità e prestazioni con l’avanzamento dell’età, psicologicamente potrebbe riflettersi anche sulla non-volontà di dare il massimo. Cioè ci si siede e ci auto commisera. Si pensa… siamo vecchi, non ce la facciamo etc... etc… e si inizia anche il declino mentale oltre che fisico. Il confronto con coetanei, risulta così importante, ma è più importante il confronto con noi stessi – le gare amatoriali – viste dal mio punto di vista – sono proprio in questa direzione. La sofferenza, in bici si allena, progressivamente, secondo dopo secondo. Una tecnica è affrontare uno stesso percorso, con uno sforzo progressivo nel tempo, si inizia da poco per riuscire a battere il proprio record (che sia di prestazione con valori indiscutibilmente validi oppure con modesti risultati). Per esempio, un tratto di salita, contare quante pedalate si riesce a tenere ad una certa velocità, oppure la distanza… insomma ognuno si deve costruire il suo record. La capacità di “stamina” è solo rivolta agli agonisti, che hanno effettuato una visita medica presso un centro di medicina sportiva, che sono seguiti da medici… andare fuori soglia per tempi lunghi può essere molto pericoloso per la salute.
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Di Admin (del 01/06/2010 @ 16:12:54, in gps, linkato 146 volte)
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Di Admin (del 31/05/2010 @ 12:37:29, in pista, linkato 95 volte)
Giovedì, 27 maggio – Trofeo Bice Lacchini - Velodromo di Dalmine. 

Si è disputata la riunione su pista (in programma per il 12 maggio e rinviata a questa data – causa maltempo). Proprio queste condizioni meteo, incerte anche per la serata, (forte umidità della pista), hanno condizionato leggermente le prestazioni atletiche di tutti i corridori: sia nelle discipline veloci che quelle di endurance, come si può vedere dai tempi registrati. Buoni i presenti, quasi tutti gli “specialisti” si sono presentati, più qualche novità. Iniziamo dai velocisti giovani della 1^ Fascia, Cristian Bettinelli (SC Albonese MAPEI) segna un 11.78 sui 200 mt. un buon tempo ( e vince la finale a tre), anche se sappiamo che il possente velocista è in grado di scendere ben al di sotto di questa prova, al secondo posto Simone Amboni (Punto Pesenti) ed al terzo posto Riccardo Volpe (Bike Hospital) (nota: Volpe 2° in qualifica e 12.40 senza lenticolare al posteriore e con una bici di altri tempi). Proprio questi due corridori che giungono alle spalle di Bettinelli, sono delle new entry e speriamo si ripresentino nelle prossime gare. I velocisti 2^ fascia, sono dominati da Fabio Alberti (SC Albonese MAPEI) - uno che di volate se ne intende - registra un 11.89 sui 200 metri e batte in finale un altro “specialista” come Dario Finatti (Kia Motors Cycling Team) ed il “poliedrico” (in quanto bravo in quasi tutte le specialità su pista) Giuseppe Ravasio (Team Breviario). Finale 3^ fascia – Claudio Scabbia (Kia Motors Cycling Team) vince la prova su Osvaldo Capelli (team Breviario) e Fabrizio Fedele (SC Albonese MAPEI). Finale 4^ fascia: il pluricampione italiano Graziano Pantosti (SC Albonese MAPEI) batte il suo compagno ed amico Guido Lupo (SC Albonese MAPEI) e Breviario Maurizio (Team Breviario). Inseguimento 1^ fascia: vince il campione italiano Riccardo Panizza (Team Mandello) (49,2 km/h di media) (nota: questo giovane atleta arriva e vince anche in moutain bike) davanti a Remo Mazzoleni (Team Breviario), che parte come un “chilometrista” (il mio cronometro registra un 1.12 al primo passaggio al kilo – un dato che gli basterebbe per vincere la classica prova sui 1000 metri anche tra corridori Elite delle giovanili) però lui di metri ne deve fare 3000 e sul finale rallenta il ritmo. Al terzo posto Maurilio Nespoli (SC Albonese MAPEI).Inseguimento 2^ fascia, sfida all’ultimo sangue tra Roberto Dardi – 48.1 km/h media - (SC Albonese MAPEI) e Alberto Vanzo (SC Albonese MAPEI). Ne ha la meglio Dardi su Vanzo, per pochissimo (8 decimi), anche se il tempo registrato da entrambi è un po’ al di sotto dalle aspettative per le ragioni già descritte. Certamente lo show della gara che ha visto impegnati i due inseguitori di casa MAPEI è stato tra gli eventi “clou” della serata che ha catturato di più l’interesse dei presenti, ormai si sa che le sfide più sono combattute e più interessano al pubblico. Al terzo posto Giuseppe Ravasio (Team Breviario) che come dicevo è molto competitivo in tutte le specialità. Inseguimento 3^ fascia: vince l’elegante Andrea Neri (Cyberg team) – 45,8 km/h media - , il toscano è uno specialista delle crono ormai da quest’anno si dedica esclusivamente alla pista. Batte Osvaldo Capelli (Team Breviario) e Fabrizio Fedele (SC Albonese MAPEI) . Inseguimento 4^ fascia: Guido Lupo (SC Albonese MAPEI) – 43,5 km/h media - percorre l’anello con regolarità e ritmo, senza mai esagerare pur essendo molto redditizio, un ritmo che è invidiabile e al di sopra di tutti nella sua categoria, così torna a La Loggia, in provincia di Torino, con una gara in più nel suo bottino di carriera. Al secondo posto Maurizio Breviario (Team Breviario), e l’unica donna e bravissima Marina Lecchi (Team Breviario). Gara a punti 1^ fascia: Vince Alberto Balzetti - uno degli uomini di punta del GS Trabattoni - batte Maurilio Nespoli (SC Albonese MAPEI) e Cristian Bettinelli (SC Albonese MAPEI). Gara a punti 2^ fascia: Giuseppe Ravasio (Team Breviario) parte da lontano insieme al compagno di fuga Roberto Dardi (SC Albonese MAPEI). Vince Ravasio e gli altri non possono far altro che stare a guardare la gara. Scratch 3^ fascia: vince il velocista del Kia Motor Cycling Team – Claudio Scabbia, battendo Capelli e Fedele, ricalcando il podio della velocità. Scratch 4^ fascia: insolita ed ammirevole fuga solitaria del velocista Graziano Pantosti (SC Albonese MAPEI) che arriva al traguardo, è stato piacevole vedere la combattività di questo corridore, batte Maurizio Breviario (Team Breviario) e Guido Lupo (SC Albonese MAPEI). Seguono le gare di regolarità, con la vittoria di Maurizio Breviario (Team Breviario), questa prova spesso “snobbata” dagli atleti più competitivi, è molto simpatica e permette a chiunque, di poter cimentarsi nelle gare su pista senza particolari rischi. Il Trofeo Bice Lacchini va al team Albonese MAPEI. 

LE CLASSIFICHE DOWNLOAD 
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Di Admin (del 26/05/2010 @ 17:38:40, in news, linkato 177 volte)
MTB CANNONDALE F4 CAFFEINE (Taglia L)

Vendo MTB Cannondale modello F4: Dedicata agli appassionati delle hardtails, la Caffeine rappresenta la scelta dei puristi. I tubi affusolati, le rinomate e quasi invisibili giunzioni Cannondale ed il design del telaio oversize ottimizzato regalano vero piacere a chi la sceglie. TUBI POSTERIORI VERTICALI OVERSIZE: Non è facile progettare di ottenere dagli stessi tubi comfort per il conducente e trasferimento di potenza immediato. La lunga tradizione di Cannondale nella progettazione dell’alluminio porta alla scelta di tubi oversize, in grado di assicurare un’esperienza ciclistica di prima classe. TUBI A SPESSORE DIFFERENZIATO : L'uso di tubi a spessore differenziato per il tubo sella e i tubi orizzontali ed obliqui (e anche per i foderi posteriori verticali) permette di avere maggiore resistenza laddove necessario ed elimina materiale dove non serve, per ottimizzare il rendimento attraverso la leggerezza. CARATTERISTICHE TECNICHE: Telaio: Caffeine Forcella: ROCKSHOX TORA SL Cerchi: Mach1 Sub Zero Mozzi: Formula DC94 & DC58 Raggi: DT Swiss Champion Pneumatici: Hutchinson Toro, 26x2.15" Pedali: Crank Guarnitura: SHIMANO M521, 22/32/44 Catena: Shimano HG53 Cassetta: SRAM PG-950, 11-32 Movimento Centrale: SHIMANO ES25 Deragliatore: Shimano Deore Cambio: SRAM X-9 Comandi: SRAM X-5 Manubrio: Cannondale C3 Attaco manubrio: Cannondale Serie sterzo: FSA Orbit E, 1.5" Freni: Avid Juicy 3 Leve del freno: AVID Juicy 3 Sella: Fi'zi:k NISENE SPORT2 Connotto sella: Cannondale C4 LA BICI E’ IN CONDIZIONI PERFETTE, PARI AL NUOVO! IN REGALO: • CONTACHILOMETRI • BORSELLO SOTTOSELLA • BORRACCIA • CORNA MANUBRIO In condizioni più che perfette,come NUOVA! prezzo 800 euro trattabili Cristiano (TEL.338.3809410)
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Di Admin (del 24/05/2010 @ 10:12:30, in gps, linkato 177 volte)
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Di Admin (del 23/04/2010 @ 17:45:28, in news, linkato 140 volte)
il G.S. MONCENISIO organizza per il giorno sabato 1 maggio 2010 Giro di CAPRIE in MTB Memorial Diego Borgiattino Cicloraduno NON COMPETITIVO in Mountain Bike RITROVO : ore 9.00 presso il Centro Sportivo Comunale di Caprie (viale Kennedy) – bar/ristoro “LA SOSTA” PARTENZA : ore 10.00 PERCORSO : totale km 18 , ridotto km 8 contributo di partecipazione 5€ - CASCO DA BICI OBBLIGATORIO T-Shirt commemorativa a tutti i partecipanti premi a sorteggio all’arrivo tra i presenti (NB: è un cicloraduno non competitivo pertanto NON verrà stilata alcuna classifica della manifestazione). Coppe o premi alle società più numerose. Ristoro dopogara a cura di GS Moncenisio e bar “La Sosta” Servizio sul percorso a cura di Associazione Naz. Alpini Sez. di CAPRIE Corpo Volontari A.I.B. Squadre di CAPRIE e CONDOVE Per informazioni: tel. 011-9632087 e-mail: moncenisio@virgilio.it nel corso della manifestazione è offerto agli iscritti un servizio massaggi pre e post gara in collaborazione con l'Istituto per le Medicine Complementari di Torino.
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