Di Admin (del 07/07/2010 @ 17:41:11, in pista, linkato 73 volte)
STRUTTURA TECNICA REGIONALE.
PROGRAMMA CAMPIONATI REGIONALI PISTA 27/28 LUGLIO
VELODROMO FRANCONE
Come da Regolamento Campionato Italiano.
TITOLI IN PALIO
Esordienti : Velocità e Corsa a Punti
Allievi : Ins.Individuale – Velocità – Corsa a Punti – Keirin – Americana – Vel. Olimpica
Donne Esordienti : Velocità – Corsa a Punti
Donne Allieve : Inseguimento Individuale – Velocità – Corsa a Punti
Juniores : Omnium Velocità ( Velocità – Keirin – Eliminazione ) Omnium Resistenza ( Inseg.Indiv. – Corsa a Punti – Scratch )
Elite-Under : I TITOLI SARANNO ASSEGNATI SE ALMENO 6 PARTECIPANTI Omnium Velocità - Omnium Resistenza
1^ Giornata Martedì 27 Luglio Ritrovo ore 8,00 per categorie Esordienti-Allievi -Donne Esord./Allieve- Juniores Inizio gare ore 9,30 Esordienti : Qualificazione Corsa a Punti - Giri 25 -5 traguardi Juniores / Elite-Under : Qualificazioni 200mt lanciati ( 12 tempi ) Allievi : Velocità –Qualificazioni 200mt lanciati (12 tempi) Donne Allieve : Velocità –Qualificazioni 200mt lanciati Donne Esord.: Velocità –Qualificazioni 200mt lanciati Esordienti : Velocità –Qualificazioni 200mt lanciati (18 tempi) Juniores / Elite-Under : Inseguimento Individuale ( Finale Diretta) - ( Omnium Resistenza ) Allievi : Inseguimento Individuale ( Finale Diretta) Donne Allieve: inseguimento individuale ( Finale diretta ) Pausa : ore 13,00 Inizio gare Pomeriggio : ore 14,30 Esordienti : Batterie Velocità 1° turno ( 9 x 2 ) Donne Esord. : Batterie Velocità 1° Turno ( 3 x 2 ) Esordienti : Recupero Batterie Velocità ( 3 x 3 ) Juniores: Batterie velocità (6 x 2 ) Allievi : Batterie Velocità ( 6 x 2 ) Esordienti : 2° Turno Batterie Velocità ( 6 x 2 ) Juniores: Recupero Batterie velocità (2 x 3 ) Allievi : Recupero Batterie Velocità ( 2 x 3 ) Esordienti : Recupero 2° Turno Batterie Velocità ( 2 x 3 ) Donne Esord.: Recupero
Di Admin (del 06/07/2010 @ 09:41:01, in pista, linkato 130 volte)
Campionati Regionali Lombardi F.C.I. su pista nel Velodromo di Busto Garolfo (MI) - TROFEO AGRIBRIANZA Organizzati dal Cicloclub Lombardo Amatori Pista. Società che si impegna da diversi anni nella promozione delle attività su pista. Essendo un campionato regionale, oltre agli assidui frequentatori e specialisti della pista, era presente un buon numero di partecipanti. Busto Garolfo è un bell’impianto, discretamente veloce, ma con un fondo liscio e abbastanza scorrevole, una pista facile, adatta anche a chi vuole iniziare le attività su pista. Gli “highlights” (termine anglosassone per definire le cose più importanti della giornata) sono state, ottime prove dei giovani nella velocità sui 200 mt. – MT - M1 - M2 - Cristian Bettinelli (Albonese MAPEI) riesce a far fermare i cronometri su 11.49 – questo risultato di notevole pregio – viene apprezzato anche dal Commissario Tecnico federale – Bielli, presente alla manifestazione. Ma i giovani danno spettacolo anche con il chilometro dove vince Trezzi Fabio (GS Trabattoni) tempo 1.10,80 e Cristian Bettinelli (Albonese MAPEI) tempo 1.11,84 vincendo le rispettive maglie da campione regionale. Nella velocità della seconda fascia, vince il favorito Fabio Alberti (Albonese MAPEI), purtroppo penalizzato da una caduta dovuta ad uno scoppio di un tubolare fortunatamente a bassa velocità, davanti ai due velocisti di casa Kia Motors Cycling Team: Dario Finatti e Gianfranco Muscheri anche oggi visti fortemente in crescita. Una bella volata è stata quella della terza fascia, che ha visto confrontarsi Claudio Scabbia (Kia Motors) e Graziano Pantosti (Albonese MAPEI) in un finale da brividi, vince Scabbia per pochi centimetri e nulla vale il portentoso ed esperto colpo di reni di Pantosti (Albonese MAPEI). Le belle finali sono quelle che appassionano il pubblico, come già scritto in altre occasioni. Inseguimento, 7 giri (essendo la pista 380,64 mt.) non sono 3000 mt. (come dovrebbero essere), ma nella realtà sono 2660 mt. - questa distanza è stata scelta per praticità dei cronometristi e giuria, quindi i risultati sono da vedersi in quest’ottica e non confrontabili con i tempi sui 3000 mt. proprio per questa ragione, il parametro di riferimento è la media oraria di gara al termine della prova. I campioni lombardi, di questa specialità, nella prima e seconda fascia, hanno percorso i 2660 mt. mediamente dai 47,5 ai 48,5 km/h di media, il che vuol dire percorrere i 3000 mt. tra in 3’ 50” fino ai 3’ 43”. Tempi discretamente buoni (ottimi in relazione all’impianto e alle condizioni meteo da Sahara) che potenzialmente potrebbero abbassarsi proprio il prossimo sabato ai campionati italiani a Montichiari (essendo un velodromo coperto il legno e molto veloce). Stesso discorso vale anche per la terza e quarta fascia che percorrono non 2000 mt. bensì 1900 mt. (5 giri), anche qui è da vedere la media di gara e relativamente il tempo. Il miglior tempo sui 750 è ottenuto da Roberto Dardi (Albonese MAPEI) con un 52,36 – un tempo di valore e di buon auspicio per fine mese quando l’atleta del team MAPEI parteciperà ai Campionati Europei, anche in questa specialità. Antonio Beretta (Team REFA) vince i 500 mt. davanti a Scabbia, ma non essendo della Federazione Ciclistica Italiana, non può indossare la maglia. In analogia anche la campionessa Patrizia Spadaccini vince su Marina Lecchi, ma non essendo tesserata per il Comitato Regione Lombardia, non può indossare la maglia bianco verde da campionessa regionale. Seguono la gare scrath e a punti, dove si impongono Maurizio Breviario, Giuseppe Ravasio e Alberto Barzetti. Finale di giornata, in programma la velocità Olimpica, vinta dal team Alberti, Bettinelli e Vanzo.
Di Admin (del 02/07/2010 @ 09:00:53, in pista, linkato 89 volte)
Mi è capitato recentemente di spiegare ad un profano, in questo caso un mio amico incuriosito dalla materia di discussione, di quali sono le differenze tra ciclismo su strada e ciclismo su pista. Fermo restando che era già a conoscenza del fatto che uno viene svolto su strada e l’altro nei velodromi, ho iniziato a spiegare anche la differenza della bicicletta (una delle cose che i profani recepiscono meglio). Siccome l’interlocutore, essendo totalmente estraneo alla conoscenza del ciclismo, ma ricettivo nei ragionamenti, la prima cosa che mi ha chiesto è: “ ma si va più forte in pista? Come ci si prepara?”. Subito sono rimasto “spiazzato”, poi gli ho fatto un ragionamento che ha una sua logica, ovvero gli ho detto che le gare su strada sono essenzialmente lunghe (a parte le cronometro) e proprio per questa “lunghezza” deve essere privilegiata la resistenza, poi gli anche spiegato che quando viene svolta una gara su strada, dentro normalmente si effettuano tutte le specialità della pista (si insegue, si fanno gli sprint e le volate, si fa ritmo… etc.) solo che tutte queste cose, devono essere “ragionate” nell’ottica del finire la gara sulla distanza, mentre nei velodromi, si separano questi gesti atletici e si effettuano delle prove di gara su ogni disciplina (lo sprint, l’inseguimento, le variazioni di ritmo nelle gare a punti, e il passo nei record dell’ora o dietro motore). E’ capitato spesso che molti stradisti, molto forti, si siano confrontati con gli specialisti della pista, per fare un esempio: Guido Messina con Fausto Coppi, Guidone Bontempi con Ottavio Dazzan… e per venire alle categorie amatoriali, ogni tanto qualche gran fondista di successo si cimenta nel tondino. Il più delle volte, nonostante la grande capacità atletica dello stradista, nulla vale nei confronti del pistard nel suo habitat naturale (il Velodromo). Questo perché nelle discipline su pista, generalmente ogni gesto atletico deve (dovrebbe) essere portato all’eccesso, nella sua massima espressione. Per esempio, un buon passista su strada che viaggia ai 48-50 km/h di media per 10-20 km, deve confrontarsi con un pistard che fa “solo” 3000-4000 metri ai 52-54 orari. Un velocista su strada, che lancia una volata ai 57-58 orari, si trova un velocista della pista che (dovrebbe) fare almeno i 64-68 km/h. Quindi il concetto è questo, più o meno, poi nella realtà spesso anche i pistard hanno risultati modesti, soprattutto nelle categorie amatoriali, per cui tutto è relativo e contestuale, però ha un fondamento. Proprio per questo, nelle categorie giovanili, viene promossa l’attività su pista, proprio per “completezza” e conoscenza di quello che è la massima espressione in fatto di sprint, passo ed alte velocità.
Di Admin (del 01/07/2010 @ 14:46:36, in pista, linkato 119 volte)
Il 21 maggio a Mosca un olandese di nome Maas Van Beek ha girato in pista per 66.288 km, mentre il precedente record era di 66.114 km. Il filmato riguarda un record precedente, inoltre il rapporto usato è il 70x11, Maas Van Beek aveva già tentato anche il record dell'ora senza la sella, senza riuscire a batterlo, altra curiosità e che Van Beek è stato malato di cancro come Armstrong ed è guarito. Pare inoltre che usi il succo di barbabietola, pare che faccia bene per l'acido lattico... mah!!!! E' stato comunque bravissimo a 54 anni...
Di Admin (del 10/06/2010 @ 09:07:13, in pista, linkato 143 volte)
Il ciclismo su pista è ricco di discipline molto differenziate tra loro, che per semplicità si possono raggruppare in due famiglie (quelle della resistenza e quelle della velocità). Ho trovato in rete questo grafico, che ho tradotto in italiano aggiungendoci anche due ellissi che mettono in evidenza le caratteristiche fisiche ed atletiche delle due discipline sportive descritte: endurance (tipo inseguimento) e velocità (sprint, keirin etc..). Il triangolo rappresenta l’universo sportivo e il pallino rosso il baricentro o meglio il punto di dove ci si spinge con l’allenamento. Questo per far capire, ai neofiti, che non si può allenare tutto, o meglio, per diventare bravi bisogna scegliere quello in cui si riesce meglio. Per leggere il grafico è semplice, se alleno la velocità (frequenza di pedalate), perdo un po’ di potenza e un po’ di resistenza aerobica, se alleno la forza pura, perdo di velocità di gamba e di resistenza aerobica ed infine se alleno la resistenza aerobica, non dedicherò energie alla forza pura e alla assoluta velocità di gamba. Quindi le due grandi famiglie di discipline: endurance (tipo inseguimento) e velocità (sprint, keirin etc..) hanno in linea di massima allenamenti diversi, anche se dovranno essere contemplate tutte e tre le componenti, ma soffermandosi solo in maniera maggiore su due delle tre. Gli inseguitori alleneranno (velocità di gamba – indispensabile per la pista in tutte le discipline – e resistenza aerobica in quanto la prova dura oltre i 30-40 secondi), mentre i velocisti faranno lavori di forza (pesi, partenze da fermo…) abbinati ad agilità di gamba (dietro motore, sprint in discesa). Certo è uno schema semplicistico, ma è più o meno quello che avviene. Poi è anche vero che un inseguitore, per tirare un rapporto lungo ad alta frequenza, deve lavorare anche sulla forza, così come un chilometri sta, deve avere anche buone doti aerobiche perché dopo i 30-40 secondi, cioè per l’ultimo terzo di gara, un po’ di fiato non guasta.
Di Admin (del 07/06/2010 @ 12:41:02, in pista, linkato 80 volte)
Sabato 5 giugno si è svolta la 4^ tappa del Giro d’Italia delle Piste Master sul velodromo Sacchi ubicato nei pressi del Parco delle Cascine a Firenze. Una gara organizzata dal Club Sportivo Firenze e da Andrea Neri (il toscano azzurro della pista del team Cyberg). La giornata prevedeva gare di velocità, inseguimento chilometro da fermo e derivati (750 mt. e 500 mt.) e scratch. La partecipazione, è stata sottotono, non come livello qualitativo ma quantitativo di partecipanti, e questo è dovuto non per l’organizzazione e nemmeno per la “location”, che poteva essere (visto la città ed il contesto artistico) una meta interessante anche per le famiglie che accompagnavano i corridori. In generale, le condizioni meteo erano ottime, gran sole, un leggero venticello sul rettilineo d’arrivo obbligava a spingere il rapporto con più energia, certo che il caldo intenso e secco, arrivato così all’improvviso, ha lasciato tutti “spiazzati” e sicuramente ha influito sulle prestazioni. Il manto del velodromo presenta inoltre moltissimi avvallamenti, quindi i tempi registrati (con prestazioni di livello più basso rispetto alla media stagionale) sono da vedersi in quest’ottica, nelle curve la bicicletta tendeva a saltellare e nei rettilinei queste imperfezioni del manto rallentavano l’azione. Nel complessivo, dati alla mano, confrontando con i risultati delle categorie Elite/U23/Junior della tappa del 2009, sempre nello stesso velodromo, sono emersi questi risultati: Cristian Bettinelli (SC Albonese MAPEI) ha ottenuto uno splendido 11,8 sui 200 metri (che lo avrebbe posizionato nei primi tre tempi tra le categorie giovanili – lo scorso anno nello stesso velodromo ha ottenuto il miglior tempo Andrea Guardini con 11.69 e secondo Luca Ceci con 11.8) – sottolineo questo elemento perché Bettinelli è un amatore – ovvero non corre per mestiere ma nella vita è odontotecnico, è arrivato al ciclismo in età adulta e si dedica con dedizione e professionalità – e talvolta le prestazioni delle categorie amatoriali non discostano molto da quelle più blasonate giovanili. Anche nel chilometro da fermo, (e passaggi sui vari intertempi 750 e 500 metri), vedendo le classifiche degli Elite/U23/Junior, che a parte i tre concorrenti (Ceci, Paoli e Gasparrini) – che hanno ottenuto dei tempi che vanno dagli 1.09 al 1.10 sul km. (tempi di tutto rispetto su quella pista che penalizza di 2 secondi sui 1000 mt.) – gli altri sono stati tutti al di sopra dei 1.12- bisogna ammettere che i nostri “amatori” che hanno registato dei tempi di 1.13 come Bettinelli o con le attenuanti della corta distanza sui 750metri (delle categorie master 3 – 40-44 anni), con tempi intorno ai 54 secondi sono in assoluto buone prestazioni che non sfigurano di fronte alle prove dei ragazzi molto più giovani. Questo vuol dire che il ciclismo amatoriale (per la pista) si è ormai avvicinato ai livelli medi (non parliamo di quei pochi azzurri che riescono ad ottenere prestazioni di alto livello), e che forse sarebbe opportuno che venissero organizzate gare open (visti i pochi praticanti di queste discipline) così come avviene in altri paesi europei. Questo per non “sprecare” risorse economiche. Qui si tratta di “amatori” che però non sono neofiti della pista, ma hanno alle loro spalle molta esperienza che potrebbero trasmettere anche ai giovani. Tra le novità, che meritano una segnalazione, c’è anche il ritorno alla vittoria di Angelo Onofri, che all’età di quasi 60 anni, effettua un 500 metri da fermo in 40 secondi. Angelo ha corso per il Centro Sportivo del Corpo Forestale dello Stato diretto da Mario Valentini nel 1968 – insieme a Del Zio e Rossi, nomi importanti del ciclismo su pista, e avrebbe dovuto partecipare alle Olimpiadi di Monaco se… (ma chiedetelo a lui se vorrete). Quindi “amatori” ma in taluni casi anche “blasonati”. Quindi per finire a Firenze c’erano tutti (o quasi tutti) i veri appassionati dell’anello: i “neofiti” che di anno in anno migliorano nelle prestazioni, i “veterani” che corrono e trasmettono quel che sanno ai ragazzi più giovani e una piccola quota di “stradisti” che incuriositi dell’evento, si sono lasciati “prendere” e speriamo diano un seguito.
Di Admin (del 31/05/2010 @ 12:37:29, in pista, linkato 95 volte)
Giovedì, 27 maggio – Trofeo Bice Lacchini - Velodromo di Dalmine.
Si è disputata la riunione su pista (in programma per il 12 maggio e rinviata a questa data – causa maltempo). Proprio queste condizioni meteo, incerte anche per la serata, (forte umidità della pista), hanno condizionato leggermente le prestazioni atletiche di tutti i corridori: sia nelle discipline veloci che quelle di endurance, come si può vedere dai tempi registrati. Buoni i presenti, quasi tutti gli “specialisti” si sono presentati, più qualche novità. Iniziamo dai velocisti giovani della 1^ Fascia, Cristian Bettinelli (SC Albonese MAPEI) segna un 11.78 sui 200 mt. un buon tempo ( e vince la finale a tre), anche se sappiamo che il possente velocista è in grado di scendere ben al di sotto di questa prova, al secondo posto Simone Amboni (Punto Pesenti) ed al terzo posto Riccardo Volpe (Bike Hospital) (nota: Volpe 2° in qualifica e 12.40 senza lenticolare al posteriore e con una bici di altri tempi). Proprio questi due corridori che giungono alle spalle di Bettinelli, sono delle new entry e speriamo si ripresentino nelle prossime gare. I velocisti 2^ fascia, sono dominati da Fabio Alberti (SC Albonese MAPEI) - uno che di volate se ne intende - registra un 11.89 sui 200 metri e batte in finale un altro “specialista” come Dario Finatti (Kia Motors Cycling Team) ed il “poliedrico” (in quanto bravo in quasi tutte le specialità su pista) Giuseppe Ravasio (Team Breviario). Finale 3^ fascia – Claudio Scabbia (Kia Motors Cycling Team) vince la prova su Osvaldo Capelli (team Breviario) e Fabrizio Fedele (SC Albonese MAPEI). Finale 4^ fascia: il pluricampione italiano Graziano Pantosti (SC Albonese MAPEI) batte il suo compagno ed amico Guido Lupo (SC Albonese MAPEI) e Breviario Maurizio (Team Breviario). Inseguimento 1^ fascia: vince il campione italiano Riccardo Panizza (Team Mandello) (49,2 km/h di media) (nota: questo giovane atleta arriva e vince anche in moutain bike) davanti a Remo Mazzoleni (Team Breviario), che parte come un “chilometrista” (il mio cronometro registra un 1.12 al primo passaggio al kilo – un dato che gli basterebbe per vincere la classica prova sui 1000 metri anche tra corridori Elite delle giovanili) però lui di metri ne deve fare 3000 e sul finale rallenta il ritmo. Al terzo posto Maurilio Nespoli (SC Albonese MAPEI).Inseguimento 2^ fascia, sfida all’ultimo sangue tra Roberto Dardi – 48.1 km/h media - (SC Albonese MAPEI) e Alberto Vanzo (SC Albonese MAPEI). Ne ha la meglio Dardi su Vanzo, per pochissimo (8 decimi), anche se il tempo registrato da entrambi è un po’ al di sotto dalle aspettative per le ragioni già descritte. Certamente lo show della gara che ha visto impegnati i due inseguitori di casa MAPEI è stato tra gli eventi “clou” della serata che ha catturato di più l’interesse dei presenti, ormai si sa che le sfide più sono combattute e più interessano al pubblico. Al terzo posto Giuseppe Ravasio (Team Breviario) che come dicevo è molto competitivo in tutte le specialità. Inseguimento 3^ fascia: vince l’elegante Andrea Neri (Cyberg team) – 45,8 km/h media - , il toscano è uno specialista delle crono ormai da quest’anno si dedica esclusivamente alla pista. Batte Osvaldo Capelli (Team Breviario) e Fabrizio Fedele (SC Albonese MAPEI) . Inseguimento 4^ fascia: Guido Lupo (SC Albonese MAPEI) – 43,5 km/h media - percorre l’anello con regolarità e ritmo, senza mai esagerare pur essendo molto redditizio, un ritmo che è invidiabile e al di sopra di tutti nella sua categoria, così torna a La Loggia, in provincia di Torino, con una gara in più nel suo bottino di carriera. Al secondo posto Maurizio Breviario (Team Breviario), e l’unica donna e bravissima Marina Lecchi (Team Breviario). Gara a punti 1^ fascia: Vince Alberto Balzetti - uno degli uomini di punta del GS Trabattoni - batte Maurilio Nespoli (SC Albonese MAPEI) e Cristian Bettinelli (SC Albonese MAPEI). Gara a punti 2^ fascia: Giuseppe Ravasio (Team Breviario) parte da lontano insieme al compagno di fuga Roberto Dardi (SC Albonese MAPEI). Vince Ravasio e gli altri non possono far altro che stare a guardare la gara. Scratch 3^ fascia: vince il velocista del Kia Motor Cycling Team – Claudio Scabbia, battendo Capelli e Fedele, ricalcando il podio della velocità. Scratch 4^ fascia: insolita ed ammirevole fuga solitaria del velocista Graziano Pantosti (SC Albonese MAPEI) che arriva al traguardo, è stato piacevole vedere la combattività di questo corridore, batte Maurizio Breviario (Team Breviario) e Guido Lupo (SC Albonese MAPEI). Seguono le gare di regolarità, con la vittoria di Maurizio Breviario (Team Breviario), questa prova spesso “snobbata” dagli atleti più competitivi, è molto simpatica e permette a chiunque, di poter cimentarsi nelle gare su pista senza particolari rischi. Il Trofeo Bice Lacchini va al team Albonese MAPEI.
Di Admin (del 17/03/2010 @ 13:58:36, in pista, linkato 267 volte)
Liz Randall è una ciclista di 65 anni. Il primo marzo di quest’anno ha battuto il record dell’ora 37.25 km (miglior performance dell’uomo in un'ora – in quanto ha utilizzato una bici da inseguimento UCI ma non in stile anni 70). Questa donna è di Melbourne in Australia, vanta nel suo passato 4 titoli mondiali su strada (master) e 4 titoli mondiali su pista (inseguimento), molti titoli nazionali su pista, quindi siamo in una situazione molto diversa da quella di Giobatta Persi (ve lo ricordate? Il nostro genovese che ha tentato il record pochi mesi fa…), il nostro atleta aveva avuto un approccio alla pista in età tardiva, qui invece ci troviamo di fronte ad una “specialista” della pista. L’australia è una nazione molto attenta alla pratica della pista e questo ne è un esempio. Liz è una tra le poche donne al mondo di 65 anni ancora agoniste in grado di tentare questa esperienza, ma veniamo all’intervista che Bicibikers ha preparato per voi.
Non si può preparare un record dell’ora da soli, ci racconti un pò chi le è stato vicino in questa sfida?
Il mio allenatore è il Dottoressa Auriel Forrester, lei vive in Gran Bretagna e ci siamo parlati per molte ore tramite Skype. Ho scelto lei, perché è stata detentrice del record dell’ora, è questa la ragione. Un ringraziamento a Carl a bordo pista e a Lawrence che mi indicato che la mia posizione era sbagliata.
Nota: Auriel Forrester ha un curriculum impressionante di risultati sportivi: è stata più volte campione mondiale dell’inseguimento master, molte volte sul podio mondiale anche nei 500 metri con partenza da fermo, ha conquistato il record dell’ora e il record mondiale sui 2000 mt., è laureata in fisiologia umana ed è accreditata come preparatore atletico con diversi enti. Il suo sito: http://www.scientific-coaching.com
Il suo team l’ha aiutata?
No, ho fatto tutto da sola, questo tipo di allenamento è molto diverso da tutti gli altri, anche con i miei compagni di squadra, che gareggiano , poche volte siamo riusciti a trovare un modo giusto per allenarci insieme.
Andiamo agli aspetti puramente tecnici, ci dica che mezzo ha impiegato (peso, ruote, posizione, rapporto, pedivelle...ma attenzione senza andare troppo nello specifico altrimenti facciamo del lavoro per altri sfidanti)?
Io non sono molto alta (162 cm) e la mia bici è stata fatta in maniera artigianale appositamente per me da Darren Baum, è una Baum Coretto. E’ realizzata in titanio e nell’insieme è molto leggera, talmente leggera che ho dovuto aggiungere 100 grammi di piombo nel reggisella per riuscire a rispettare gli standard imposti dall’UCI. Ho utilizzato le pedivelle SRM (quelle con il misuratore di potenza) di lunghezza 170 mm è come rapporto 52x14. Io non sono molto agile, ho cercato di mantenere come cadenza 80-82 pedalate al minuto. Come ruote ho usato le Mavic IO a cinque razze e al posteriore la lenticolare. Tubolari vittoria gonfiati a 200 psi.
Chi l’aiutava a bordo pista, come controllava l’andatura giro, dopo giro e i tempi?
Ho fatto I primi 4 giri molto lentamente per non accumulare troppo acido lattico, partire piano ti permette di non ritardare e ottimizzare il metabolismo, poi ho cercato di mantenere l’andatura dei 24 secondi al giro, Carl a bordo pista mi dava i tempi.
Lei come Moser ci ha provato e come ha vissuto quella terribile ora, ci piacerebbe sapere quello che le passava per la testa durante la prova?
Non pensavo a nulla, l’unico obiettivo era cercare di stare sulla linea nera (quella della corda) e rispettare la cadenza ed i tempi. Come sottofondo hanno riprodotto della musica (nota: mi ricordo di aver visto un cortometraggio di Ritter che nel suo tentativo di riprendersi il record - battuto da Merckx – aveva voluto che suonasse una banda musicale durante la prova), poi gli amici mi incitavano e mio figlio con un megafono mi ha incoraggiata a tenere il passo.
Allora…lo rifarebbe questo tentativo di record visto che mi hanno detto che è arrivato molto bene?
No, ne ho abbastanza, due volte il record dell’ora è già troppo…
Giovani...e meno giovani, cosa consiglierebbe ad un giovane che voglia fare delle gare su pista e affrontare come ha fatto lei delle imprese così coraggiose?
Io non consiglio ad un giovane ciclista di tentare un record dell’ora, la resistenza, la concentrazione scaturisce solo con la maturità. Un giovane ciclista dovrebbe provare tutte le discipline: strada, pista, MTB e partecipare a ciascuna disciplina fino a quando lui/lei è in grado di capire quella più adatta al suo fisico.
Di Admin (del 12/03/2010 @ 14:31:04, in pista, linkato 140 volte)
Andiamo a presentare uno dei migliori inseguitori Master al mondo, l'austriaco Wolfgang Kotzmann. Wolfang nasce il 01/10/1969 a Vienna, già da subito si delinea la sua vocazione alla pista già da quando a 12 anni iniziò la carriera. Da Juniores (1989) nel quartetto vince il suo primo titolo nazionale, da quel momento grazie al tecnico della nazionale austriaca il trainer Josef Hofbauer, viene inserito nella rosa e conquista tra il 1990 ed il 2001 (in 5 discipline diverse) diversi titoli di campione nazionale. Su strada si regista una vittoria al Tour di Ungheria tra gli Elite nel 1994. Ancora in pista 3 medaglie di Coppa del Mondo e 2 sei giorni di Zurigo. Nel 2001 ritorna alla sua professione originaria di pasticciere a Vienna. Ma la voglia di correre rimane e nel 2003 rientra alle gare nella categoria Master dove vince due titoli mondiali nell'inseguimento 3000mt (M2) e nella gara a punti. Si ripete anche nel 2007 e aggiunge alcuni titoli europei. Le sue specialità sono inseguimento individuale 3000 mt. (tempo medio 3.32 -3.35) e gara a punti. La scorsa edizione degli Europei a Manchester ha vinto il titolo davanti al nostro bravo Giuseppe Ravasio (medaglia di bronzo).
Di Admin (del 08/03/2010 @ 09:05:54, in pista, linkato 94 volte)
Noi viviamo nella vecchia Europa, e poco sappiamo di quello che avviene nel Mondo, anche perchè i maggiori quotidiani e organi di stampa non si occupano di vicende minori dello sport svolte in altri continenti che però io ritengo interessanti. Vorrei parlarvi di un tentativo di record dell'ora da parte di Liz Randall, ricordate il record dell'ora di Giobatta Persi? Qui siamo in un caso simile, Ma chi è Liz Randall una simpatica ciclista australiana di Melbourne, categoria Master 8 di 65 anni, di professione fisioterapista, che il 1° di marzo si è cimentata nel tentativo di battere il record dell'ora della sua categoria. Il tentativo è andato a buon fine, con 37.25km, media di tutto rispetto per una donna di 65 anni, e ha battutto il precedente detentore, ovvero lei stessa, e questo vi indica il temperamento della donna. Quindi due tentativi di record andati a buon fine e con medie di tutto rispetto. Si è già riproposta di tentarlo all'età di 70 anni quando rientrerà in un'altra categoria. Nel frattempo si dice preoccupata perchè non sa quanto durerà nel fatto che pensa che vi siano altre cicliste valide nel mondo in grado di batterla. Noi non ne siamo così convinti, per il momento. Dice che il suo primo tentativo andato a buon fine non era programmato, è stato quasi "provato" senza grandi preparazioni, mentre questo no, è averlo superato di poco un pò le dispiace, per quanto ha faticato a prepararlo. I primi venti chilometri sono stati faticosissimi e al ventesimo sono sopraggiunti i crampi. Per gli appassionati di tecnica, la bici pesava 6.8 kg e aveva pedivelle da 170 mm con un rapporto di 52x15 ed una cadenza media di 80-82 rpm. nella foto la vediamo ritratta con la bella Caroline Buchanan, in veste di madrina della premiazione, Caroline è la campionessa mondiale UCI in carica del 4cross, una disciplina di discesa della MTB.
Di Admin (del 28/02/2010 @ 18:39:28, in pista, linkato 100 volte)
Domenica, 21 Marzo 2010 si terrà presso il Velodromo di Montichiari la seconda tappa del Giro d'Italia delle Piste Master, organizzata dalla CLAP e dalla Società Albonese MAPEI. Le gare in programma saranno: velocità - inseguimento - km da fermo e derivati - Individuale a punti e fuori programma al fine didattico/dimostrativo (con premiazione finale ma esclusa dal punteggio) l'inseguimento a squadre. L'intento di questo programma ricco è quello dell'avvicinamento alla pista, proponendo discipline, soprattutto l'inseguimento a squadre, ormai dimenticate e praticate solamente dalle categorie giovanili per gare nazionali. L'impegno di queste due società è questo, promuvere l'attività su pista con entusiasmo e determinazione. Il ritrovo previsto per la punzonatura è alle ore 9,30 il mattino, inizio gare intorno le ore 10,30. Un'altra novità di rilievo è che un nuovo sponsor Ridley Bike ha messo in palio una bici alla società che vincerà la classifica al termine del torneo del Giro d'Italia. In questi giorni inoltre la società si sta attivando per valutare l'acquisto o il noleggio di un avanzato sistema si rilevazione cronometrica già in uso in Federazione Ciclistica Italiana - SDAM, per dare qualità al servizio, in ogni caso saranno presenti cronometristi ufficiali della FICR. Le iscrizioni sono sul posto, per eventuali informazioni scrivere a: info@scalbonesemapei.com - le gare sono aperte a tutte le categorie amatoriali FCI e agli Enti della Consulta.
VELOCITA'(categorie tutte)
QUALIFICA CON FINALE PER I TRE MIGLIORI TEMPI
Chilometro da fermo e derivati
ES-M1-M2 (1000 mt.) M3-M4 (750 mt.) M5-M6 (500 mt.) M7-M8 W1-W2 (500 mt.)
INDIVIDUALE A PUNTI ES-M1-M2 M3-M4-M5 M6-M7-M8 W1-W2
FUORI PROGRAMMA INSEGUIMENTO A SQUADRE QUARTETTI (per società ma anche misti)
legenda:
Elite/sport 19/29 anni
Master 1 30/34 anni
Master 2 35/39 anni
Master 3 40/44 anni
Master 4 45/49 anni
Master 5 50/54 anni
Master 6 55/59 anni
Master 7 60/64 anni
Master 8 > 64 anni
Master/Women-1 19/39 anni
Master/Women-2 40/54 anni
Master/Women-3 > 54 anni
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Sunday, March 21, 2010 the second stage of the Giro d'Italia Master track cycling at the Velodrome Montichiari, organized by the CLAP and the Albonese Mapei cycling team. The races are scheduled: sprint - pursuit - Km time trial and other distances - Point race and out program to educational / demonstration the team pursuit. information write to: info@scalbonesemapei.com All categories are:
program
Pursuit:
ES-M1-M2 MT. 3000
M3-M4 MT. 3000
M5-M6 MT 2000
M7-M8 MT 2000 W1-W2 MT 2000
sprints '(all categories)
WITH FINAL FOR 3 BEST TIMES
Kilometer time trial and derivatives
ES-M1-M2 (1000 mt.) M3-M4 (750 mt.) M5-M6 (500 mt.) M7-M8 W1-W2 (500 mt.)
point race EM-M1-M2 M3-M4-M5 M6-M7-M8 W1-W2
Unscheduled Team pursuit (for teams, but also mixed)
Chi è questo personaggio ritratto in foto con una simpatica signorina... è Geoff Cooke, un signore di 66 anni che nella vita ha sempre e solo pedalato. Ha partecipato alle Olimpiadi di Monaco nel 1972 nella specialità del tandem, e ha vinto una edizione dei Commonwealth Championship nel 1982. Da amatore... beh... ben 18 titoli mondiali e 31 volte campione britannico. Specialità... velocità, tandem, kilo, e sui derivati minori (750 - 500). Non ho contato i titoli continentali. E' stato allenatore delle giovanili britanniche ed è impegnato nel sociale con un programma DARE contro la droga. Ho avuto modo di conoscere Cook a Manchester, la sua città natale, agli europei. Un simpatico britannico, a vederlo senza la bici sembrerebbe un anziano signore, ma quando sale sulla pista diventa un leone. Pensate che fa i 500 metri da fermo in 37 secondi... Anche noi in Italia abbiamo un Geoff Cooke, un certo Graziano Pantosti, un amatore, che tutti gli anni porta a casa una medaglia mondiale o europea, loro sono amici e nemici, divisi forse da due lingue che non si capiscono, li ho visti osservarsi, confrontarsi scambiandosi solo qualche battuta, eppure questi due ragazzi sono i due più forti e longevi velocisti che il mondo abbia.
Di Admin (del 23/11/2009 @ 21:27:20, in pista, linkato 409 volte)
La bici da pista in foto è in vendita, perfetta, corredata con ruote mavic ellipse con pochissimi chilometri, copertoncini, la misura è una media adatta a persone alte tra gli 175-180 cm. per informazioni ulteriori chiamate Andrea Bonato al n° 3930068678
Attenzione: Andrea offre (vedi foto)anche set ruote da allenamento più set accessori pista, corone 47-49-50, cinghietti, appendici Cinelli, tutto quel che serve per gareggiare. Un offerta tutto compreso. Chiamatelo per sapere tutte le info prezzo "strepitoso" tutto questo a 1000 euro.
Le ruote a razze non sono tutte uguali, non offrono tutte le stesse prestazioni, e a volte anche se costano molti soldini, non danno quello che promettono.
La ruota a razze è il compromesso aerodinamico di una ruota lenticolare piena, in questo caso modificata per il vento trasversale, per migliorare la guidabilità all’anteriore, la lenticolare piena fa sbandare. Così hanno inventato le razze grosse e meno grosse, a numero di tre, quattro, cinque e oltre, ma sono così vantaggiose come pensiamo? Dipende…
Un parametro importante è la profondità del cerchio, le ruote a razze più performanti sono con un profilo di cerchio molto accentuato a V, lo stesso discorso dei cerchi aero per i raggi, per esempio, una nota marca che fa ruote a 5 razze in alluminio di fascia economica, ha dei cerchi molto bassi. E questo non è bene per l’aerodinamica. Poi c’è il discorso della dimensione delle razze, soprattutto la loro sezione, se sono molto piatte e larghe tipo la Mavic 5 razze o le FFWD, che offrono una grande aerodinamica, a vanno molto bene su pista quando non c’è aria laterale (indoor ottime), queste danno il massimo come penetrazione, quasi come lenticolari. Se c’è vento laterale, penalizzano la guidabilità. Le HED.3 nella versione alto profilo sono più utilizzate per le crono su strada, poiché anche se sono meno aerodinamiche delle precedenti essendo più aperte si lasciano guidare meglio. Stesso discorso per le Corima, anche se sono queste ultime meno performanti dai test che si trovano sulla rete.
Un altro parametro importante è il peso, come tutti sappiamo, il peso sulla bici non è uguale che il peso su una ruota, se poi ci aggiungiamo il fatto che vengono spesso usate in crono non perfettamente in piano… il peso è essenziale. Direi di scartare i modelli in alluminio o plastica…
Io considerei anche il fattore utilizzo, non tutti i modelli possono essere usati per strada e/o pista, all’anteriore andiamo bene quasi sempre, ma al posteriore invece non è sempre così. In fotografia un modello MAVIC 3G, che merita una menzione, cambiando il mozzo si poteva fare: strada davanti, strada dietro, pista davanti, e pista dietro, la ruota era sempre quella. Non male… anche le HED e Corima prevedono il cambio di mozzo posteriore strada-pista, in maniera meno pratica però.
Parlando di mozzi, contano molto i cuscinetti, meglio se ceramici, meglio se si possono sostituire, non come vecchi modelli che hanno perno e sfere.
Quanto si guadagna in tempo e/o in fatica, in molti casi (dipende dai modelli) uno due minuti su 40 km, che non sono pochi.
Ma valgono la spesa? Dipende, teniamo sempre in considerazione l’utilizzo, certamente in pista indoor servono eccome le MAVIC 5, ma quanto costano… e poi un sospetto che viene è… ma durante la prova siamo stati aerodinamici come posizione?!?! Molte volte uno strumento perfetto in mano a dei neofiti risulta essere uno spreco. Considerei inoltre delle alto profilo con pochi raggi aero, in alcuni casi hanno prestazioni uguali se non superiori a quelle a razze, vedi le ZIP 808.
Di Admin (del 08/11/2009 @ 21:04:59, in pista, linkato 235 volte)
Intervista a cura di: Alberto Vanzo
Sabato 31 ottobre, nel Velodromo di Montichiari (BS) Giobatta Persi ha tentato di battere il record dell’ora mondiale per amatori categoria over 70. Il risultato finale è stato di 38,369 km. alla presenza di numerosi tifosi e di una Commisione Tecnica ufficiale designata dalla Federazione Ciclistica Italiana e dall’UCI. Inizio volutamente con un comunicato telegrafico poiché in quelle poche righe c’è tutto quello che è importante: il contesto in un velodromo meraviglioso, un uomo coraggioso di 71 anni che sfida la storia, un risultato tecnico di assoluto valore in rapporto all’età, il sostegno degli amici ed infine l’ufficialità della Commissione Tecnica a garanzia che tutto fosse svolto secondo le regole. Questa storia mi ha affascinato da subito, e vista la scarsità di informazioni pervenute, ho voluto approfondire attraverso un’intervista con il sig. Persi, che spero lasci da parte ogni retorica del caso per focalizzare invece quello che comporta il tentativo di battere un record dell’ora e trasmetterlo agli interessati. Sa che la invidio sig. Persi! Mi ha colpito molto lo spirito “giovanile” della sfida contro se stessi del suo record. Ci racconti un po’ la sua storia e dei motivi che lo hanno spinto ad affrontare una simile esperienza.
Io sono del 1938, precisamente del giugno, vado in bicicletta da moltissimi anni, ma ho iniziato seriamente a pedalare dall’età di 50 anni, in gioventù ho praticato diversi sport, in particolar modo l’atletica leggera. Proprio questo sport mi ha insegnato moltissimo anche in questo mio tentativo di record, sono diventato tecnico federale e ho seguito mia figlia che è stata atleta di valore nazionale nella maratona, la seguivo in bicicletta mentre lei correva… Come dicevo, a 50 anni ho iniziato a pedalare per divertimento ma senza partecipare a competizioni, dopo un paio d’anni l’interesse per l’agonismo mi ha portato a gareggiare nelle categorie amatoriali. Oggi vado in bicicletta 365 giorni all’anno, percorrendo fino a 22.000 km e normalmente mi alleno da solo. Un anno e mezzo fa, scatta l’interesse per questa avventura, il record dell’ora, una prova anche questa fatta in solitudine, contro il tempo. Ed inizio a documentarmi. Scopro, attraverso internet che non esisteva il record mondiale over 70 inteso come “miglior prestazione umana nell’ora” poiché il record dell’ora tradizionale è solo quello fatto con biciclette come quella di Merckx, e così inizia la mia avventura. Ci tengo a dire che il mio obiettivo era principalmente il mio record personale, indipendentemente dal risultato ufficiale, io volevo arrivare a 38 orari e qualcosina in più… Non si può preparare un record dell’ora da soli, ci parli delle persone che le sono state accanto in questa sfida.
Come ho detto, un anno e mezzo fa a Cles, espongo questa mia idea al mio carissimo amico l’ex Campione del Mondo Maurizio Fondriest, il quale mi presta una sua bici a scatto fisso per provare. Non avevo mai pedalato con il fisso, non ero mai andato in pista, per me era un dramma, poi tenga anche conto della mia età… ma sono andato avanti lo stesso, ero determinato nel raggiungere i miei obiettivi. Così ho cominciato la preparazione finalizzata su due fronti: uno di tipo atletico attraverso l’allenamento generico di base per il ciclismo e uno di tipo tecnico con un lavoro specifico di adattamento alla pista. Nella preparazione atletica ho applicato molte conoscenze che avevo come allenatore di atletica leggera, ci sono molte affinità con la pista, ho lavorato molto sui rulli (con misuratori di potenza professionale) e su strada ho svolto l’interval training con ripetute sui 1000, 2000, 3000 e oltre metri. Per l’allenamento specifico alla pista, ho disputato gare del calendario amatoriale, ho girato moltissimo in velodromo e sono stato tutti i lunedì e giovedì a Montichiari nei tre mesi prima di affrontare il record. Lei pensi, 480 km in macchina con sveglia alle quattro e mezza la mattina per essere lì all’apertura dei cancelli e rientrare a Genova nel pomeriggio per stare accanto alla famiglia che mi ha sempre supportato in questa mia avventura. La Federazione Ciclistica Italiana le è stata vicino nel preparare questa sfida? E se sì in quali figure di riferimento?
Si, la Federazione Ciclistica Italiana, mi ha aiutato molto per questo tentativo di record mondiale, un ringraziamento particolare all’Ing. Zuccaro che mi ha aiutato nella corrispondenza con UCI e alla sig.ra Luigina Sponchiado che mi ha seguito con entusiasmo dandomi sempre la sua completa disponibilità. Per fare un tentativo di record ci sono una infinità di aspetti burocratici da risolvere, ma anche di costi da sostenere anche di migliaia di euro. Le faccio solo qualche esempio: l’UCI vuole approvare la bicicletta e bisogna inviare ad Aigle in Svizzera, sede dell’UCI, le foto del mezzo prese dall’alto, di fianco, davanti e dietro, tutte “quotate” ed allegare la documentazione alla domanda ufficiale. Poi ci sono da richiedere le autorizzazioni per il velodromo, per la designazione della giuria e della commisione UCI, poi c’è il controllo antidoping e i cronometristi, il direttore di corsa , insomma molte cose che hanno coinvolto diversi soggetti. Un ringraziamento vorrei darlo anche al Vicesindaco di Montichiari il dott. Rosa. che mi ha dado la disponibilità all’utilizzo del velodromo. Andiamo agli aspetti puramente tecnici, ci dica che mezzo ha impiegato (peso, ruote, posizione, rapporto, pedivelle...ma attenzione senza andare troppo nello specifico altrimenti facciamo del lavoro per altri sfidanti)?
La bici impiegata è della ditta Fondriest, una “specialissima” da pista del peso di 7,1 kg, una classica bicicletta da inseguimento a scatto fisso in conformità con tutti i regolamenti dell’UCI. Ho usato ruote lenticolari in carbonio al posteriore e ruote ad alto profilo e raggi aero all’anteriore. Manubrio da crono e appendici. Devo ringraziare il tecnico della squadra giovanile di Fondriest il sig. Ezio che mi ha aiutato a posizionarmi correttamente sulla bicicletta. Il rapporto impiegato è un 53x14 che sviluppa 8.07 mt ad ogni pedalata, mentre la cadenza è stata intorno alle 82 pedalate al minuto. Mentre ho usato pedivelle da 170 mm. Devo dire che sono arrivato al 53x14 dopo mesi di preparazione, passando prima da rapporti molto più agili. La pressione dei tubolari era oltre i 12 bar. Chi l’aiutava a bordo pista, come controllava l’andatura giro, dopo giro e i tempi. Ci parli dell'impianto di Montichiari gioiello di architettura.
Mi sono costruito una tabella, avrei dovuto fare 29,30 sec. al primo giro e i passaggi sui 23,50 sec. Mantenendo come ho detto una media dei 38 e una cadenza di pedalata di 80 circa pedalate al minuto. Ezio mi indicava a bordo pista se ero in media oppure se andavo sotto. Nonostante tutto l’allenamento fatto è risultato difficile riuscire a stare alla corda della curva. Montichiari è un velodromo bellissimo, veloce ma anche molto tecnico, visto lo sviluppo di 250 mt. e le curve molto accentuate, basta un attimo di distrazione sei fuori traiettoria di quel poco che basta per farti fare più strada. Un rammarico, quello di non essere riuscito a tenere sempre bene la corda, quegli errori, alla detta di tecnici e corridori esperti, mi hanno fatto perdere quasi un chilometro se consideriamo la prova di un’ora… Merckx dopo il record era distrutto, talmente tanto che per anni nessuno ha mai più voluto riprovare a tentare il suo record. Lei come Moser ci ha provato e come ha vissuto quella terribile ora, ci piacerebbe sapere quello che le passava per la testa durante la prova.
E’ stata dura, ma non sono arrivato stremato, segno che non ho dato proprio tutto, io sono un passista, più passa il tempo e più mi trovo bene. Io ho contato 4000 pedalate, per far passare il tempo, per aiutarmi a dare la cadenza ed il ritmo, colpo dopo colpo, curva dopo curva,. Ero un po’ preoccupato per come il mio fisico potesse reagire, ho più di 71 anni, ed un piccolo problema muscolare alla gamba che generalmente mi viene fuori dopo i 30 minuti di bicicletta, ma mentre in allenamento ho tutto il tempo di adattarmi e risolvere il problema con un cambio di andatura, non sapevo come si sarebbe risolto durante il tentativo di record, invece è andato tutto a meraviglia. Addirittura sul finale ho aumentato sopra i 39 orari. Ho pensato anche molto a mio fratello che è mancato alla mia stessa età, lui è stato un campione nella 10 km di corsa, avrei voluto che fosse lì con me. Pedalavo solo ma lui era al mio fianco. Ci racconti la storia di quell’elenco nel quale non c’era il record dell’olandese Frans Braat a 39.634 poi scoperto in seguito, sottolineo senza nulla togliere alla sue grande prestazione.
Come ho già detto all’inizio dell’intervista, avevo effettuato delle ricerche e avevo scoperto che non era trascritto il record dell’ora over 70, le informazioni le avevo prese su internet su due siti di riferimento: www.cyclingmasters.com e su quello della Fédération Française de Cyclisme. Ma ci tengo a dire ancora una volta, che il mio tentativo di record era mosso dal mio desiderio di farlo al di là di questi documenti che avevo trovato, per me era una sfida interiore, non contro qualcuno. Poi a pochi giorni dal mio tentativo di record, su un noto forum di discussione in internet, attraverso un messaggio di un utente registrato, vengo a conoscenza del record di Frans Braat a 39.634 ottenuto ad Amsterdam nell’ottobre del 2006, mi sono informato e ho constatato che esisteva realmente questa trascrizione. All’inizio certo mi ha spiazzato, così a pochi giorni dall’evento, non contavo di battermi contro qualcuno, ma siccome il mio tentativo era più contro me stesso che contro un avversario ho voluto provarci lo stesso: lo dovevo fare. Neanche la condizione fisica era ottimale ad una settimana dal record, avevo preso l’influenza con una preoccupazione tale da pensare anche alla rinuncia del tentativo. Ma invece no, dopo il test del giovedì precedente, mi sono sentito di provare fino in fondo. Ci dovevo provare e ottenere almeno il mio record, che anche se non sarà omologato come record mondiale, sarà il record italiano, sarà la seconda prestazione al mondo, ognuno la pensi come vuole, ma è il mio record, questo è importante per me. Ho vissuto questa esperienza come un sogno, un bellissimo sogno che voglio trasmettere a tutti quelli che mi sono stati vicini. Certamente sig. Persi la società deve premiare chi ci prova, chi ha il coraggio. Allora…lo rifarebbe questo tentativo di record visto che mi hanno detto che è arrivato molto bene?
Se teniamo conto che ci sono stati errori nella conduzione della bici non mantenendo costantemente la corda della pista, se teniamo conto della difficoltà nel passare vicino ai sacchetti posizionati tra la fascia di riposo e la corda della pista (come da regolamento UCI), dello starter iniziale (che non avevo mai provato) e soprattutto del fatto che sono arrivato con ancora qualcosa nelle gambe, direi di si, però devi rifletterci su, fare un tentativo di record non è una cosa semplice. Giovani...e meno giovani, cosa consiglierebbe ad un giovane che voglia fare delle gare su pista e affrontare come ha fatto lei delle imprese così coraggiose.
Posso solo dire che a 38 anni, per problemi polmonari, i medici mi avevano suggerito di smettere con l’attività fisica, che al massimo avrei potuto fare il bibliotecario. Ma la speranza di riuscire a fare qualcosa di più, affiancata dalla forza di volontà mi hanno permesso di recuperare e di togliermi grandi soddisfazioni come questo tentativo di record. Ai giovani bisogna trasmettere di non demoralizzarsi alla prima sconfitta, di lavorare sodo, con sacrificio, per ottenere quel qualcosa di più. Insomma conquistarsi le cose, e non parlo solo di biciclette da pista. Vuole ancora dire qualcosa?
In ultimo ringrazio la mia società ciclistica Società Operaia Cattolica Santo Stefano N.S. della Salute, della quale sono Dirigente, gli sponsor come Banca Carige, Palace Hotel Ravelli di Marilleva, SMP selle, Vittoria tubolari, Diadora, Giro, Ellegi snc abbigliamento e naturalmente Fondriest biciclette e il Racing Team.
Possibilità di girare al Velodromo di Montichiari per amatori in regola con il tesseramento agonistico.
Al momento in via provvisioria si paga € 15 al sabato mattina dalle 9 alle 12, in attesa della tariffa definitiva dell'amministrazione comunale. Ci si cambia all'interno del velodromo. In questa stagione si gira con maglia a maniche lunghe e pantaloni corti (cosciali) per girare è necessario avere un tesserino della federazione o di un Ente di promozione sportiva.
Vi ricordo che ci vogliono tubolari per pista in legno e bicicletta solo da PISTA (è vietato utilizzare la bici da strada).
Divulgate questa comunicazione, solo con grande partecipazione vi sarà un abbattimento dei costi e una maggiore disponibilità degli orari e giorni di apertura e il ciclismo su pista riprenderà di interesse.
Cerchiamo di aiutare chi ha lottato e si è impegnato per la costruzione di un velodromo coperto.
Il referente è Fabio Alberti della società "Albonese Mapei" potete contattarlo al tel. 335 / 7425456
Di Admin (del 07/10/2009 @ 13:45:36, in pista, linkato 345 volte)
In questi giorni sono alle prese con la posizione ottimale del manubrio da crono, ho visto durante la stagione passata che la mia posizione era troppo alta. Forse un errore di valutazione del telaio, troppo comodo e scelto in funzione dello stile classico senza tener conto invece che l'alloggiamento dello sterzo era troppo alto e di conseguenza anche la posizione. Stare bassi, a volte risulta scomodo, ma nelle prove contro il tempo, anche qualche cm. in meno possono fare la differenza. Alcuni manubri da crono hanno la presa laterale più bassa, alcuni invece sono dritti. Ma questo non influenza l'aerodinamica nell'andatura, perchè in quella fase noi siamo posizionati sulle appendici e non sulla presa più larga. L'unica soluzione che mi è venuta in mente è quella di trovare un piantone (attacco) manubrio molto inclinato sui 35°, nella foto c'è un esempio su un manubrio simile al mio. Non sono facili da trovare i piantoni di quell'angolo ma il sito della Dolan in UK li ha. Altra soluzione, già vista è l'utilizzo di un piantone regolabile con un giunto rotante, però a me non piace perchè è un punto di debolezza e perchè pesa un pò di più (aggiungo che molti sono di modesta fattura e in più per attacchi oversize da 31.8 e non 26).
Di Admin (del 30/09/2009 @ 09:24:53, in pista, linkato 222 volte)
Il 28 Ottobre in una presentazione ufficiale, la Bresso ha comunicato che Torino si è aggiudicata la sede per i World Master Games. La data prevista è il 2013 tra quattro anni. L'edizione prossima del 2009 si tiene tra pochi giorni a Sydney. Nel programma sportivo di Bicibikers ci sarà la partecipazione a questo evento, naturalmente nel settore pista. Che cosa sono i World Master Games lo potete leggere da questo comunicato:
I World Masters Games sono una vera e propria “festa dello sport”. Masters denota un’età, non una particolare prestazione sportiva: possono partecipare alle gare tutte le persone che hanno superato i 35 anni d’età (25 per il nuoto e i tuffi), indipendentemente dalla performance sportiva e senza vincoli di qualificazione (aggiungo al presente comunicato che anche se non partecipano professionisti il livello è molto alto, molti sono ex atleti di livello nazionale ormai in età - almeno per quanto concerne il ciclismo), in quanto basta pagare una tassa di iscrizione e sostenere tutte le spese di soggiorno nel Paese ospitante (albergo, trasporti, vitto). Ogni atleta rappresenta sè stesso e non sono ammesse squadre a livello professionistico. Anche un atleta singolo che voglia partecipare a uno sport di squadra si può iscrivere, in quanto sono ammesse compagini formate da atleti di diversa nazionalità e provenienza purché appartenenti alla stessa fascia di età (le fasce vanno di 5 anni in 5).
Nel dossier di candidatura di Torino sono stati previsti 28 sport che saranno praticati in 72 siti differenti localizzati in tutte le province del Piemonte, in quanto si prevede di utilizzare solo strutture sportive già esistenti.
Il Torino Olympic Park, in attesa della nascita del comitato organizzatore dei World Masters Games 2013, è stato incaricato dalle istituzioni di predisporre il dossier di candidatura e di tenere i rapporti l’organizzazione che gestisce l’evento (IMGA, International Masters Games Association) fino ai World Masters Games di Sydney, che si terranno dal 10 al 18 ottobre 2009 e che prevedono la partecipazione di 30.000 atleti (circa 2.000 provenienti dall’Europa). Una ristretta delegazione guidata dall’assessore regionale Sergio Deorsola si recherà in Australia per raccogliere il testimone della manifestazione durante la cerimonia di chiusura del 18 ottobre e per seguire un programma di osservazione predisposto dal comitato organizzatore locale. Il CEIP (Centro estero per l’Internazionalizzazione) ha previsto due incontri a Melbourne e a Sydney con gli operatori turistici locali per promuovere il territorio piemontese e l’evento del 2013.
La manifestazione, che si tiene ogni quattro anni, è stata ospitata precedentemente a Toronto (Canada) nel 1985 con 8.300 atleti, ad AArhus (Danimarca) nel 1989 con 5.280 atleti, a Brisbane (Australia) nel 1994 con 23.000 atleti, a Portland (U.S.A) nel 1998 con 12.500 atleti, a Melbourne (Australia) nel 2002 con 25.000 atleti, a Edmonton (Canada) nel 2005 con 22.300 atleti. I World Masters Games, nello sport tradizionale, corrispondono gerarchicamente alle Olimpiadi in quanto evento di respiro internazionale con un alto numero di partecipanti. Esistono manifestazioni simili a livello continentale, europeo e nazionale: European Masters Games (i prossimi saranno ospitati a Lignano Sabbiadoro nel 2011), Asia-Pacific Masters Games, Pan-American Masters Games, Mondiali di categoria ecc.
I World Masters Games estivi contano 15 sport obbligatori: tiro con l’arco, atletica, volano, pallacanestro, canoa, ciclismo, calcio, hockey su prato, canottaggio, shooting, softball, squash, orienteering, ping-pong, sollevamento pesi. Il comitato organizzatore, a sua discrezione, può decidere di attivarne fino a un massimo di altri 15.
A metà ottobre, in occasione dei World Masters Games di Sydney, verrà messo on line il sito www.torino2013.org, che diventerà il punto di riferimento per tutti gli appassionati sportivi che vorranno avere informazioni sulle modalità di partecipazione ai World Masters Games di Torino. Altre informazioni sono su www.imga.ch e www.2009worldmasters.com
Fattori tecnici dell'inseguimento. Da recenti studi si è valutato che stare sopra la riga nera di 20 cm. ( in partica girare larghi) può danneggiare di 1.1 secondi sui 3000 mt. dell'inseguimento e di 1.3 secondi sui 4000 metri, poichè si aumenta la distanza. Un esercizio utile è quello di girare ad andatura ridotta ma con il solo intento di saper mantenere la corda.