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Amatori al velodromo di San Francesco al Campo Stampa E-mail
Domenica 13 Aprile 2014 20:34

Ebbene, si - siamo quASI tutti pistard! Sabato 12 aprile 2014 è partita la stagione su Pista amatoriale al Velodromo di San Francesco al Campo. Una dozzina di atleti di età diversa si sono presentati puntuali al cancello finalmente aperto anche per gli amatori ed hanno pedalato nel tondino. Alcuni di loro erano amatori di rango, di livello elevatissimo, titolati ai campionati europei e mondiali, ma anche neofiti, della cui presenza noi siamo soddisfatti, e che sono venuti un po' per curiosità ed interesse su una nuova disciplina. Un rammarico di non aver fatto abbastanza pubblicità, ma correremo ai ripari. In un clima disteso, rilassato, ha visto i due gruppi condividersi la sessione di allenamento con fini diversi. L'attrazione per i neofiti era il corso di introduzione alla pista, tenuto da Stefano Baudino (ex olimpico, azzurro e pluricampione italiano della pista nella massima categoria dei dilettanti - ora elite) e dal sottoscritto, Alberto Vanzo. Il corso ha introdotto i concetti teorici sulla differenza della bici da pista rispetto a quella da strada, sulle regole basilari di sicurezza in pista, ed è stato introdotto - senza approfondimenti - l'argomento sulle diverse discipline agonistiche su pista - un corso gratuito con lo scopo di incrementare e sensibilizzare l'utenza e trasmettere passione per questa disciplina.  Poi si è svolta una prova pratica per i neofiti, l'obiettivo era poter togliere la paura della ripidezza della curva parabolica del velodromo, che per gli esperti è una sciocchezza, mentre per chi non è mai salito in pista è sicuramente uno spauracchio notevole. Attraverso un esercizio banale ma con scala di difficoltà progressiva siamo riusciti a portare quasi tutti a girare almeno sulla riga degli stayer sulla parte alta della pista. Il primo Mytime, momento dedicato ai cronometraggi, sulla distanza di 1200 mt. ha visto impegnati Luigi (1'59") Silvio (1'.48") Marcello (2'17") Matteo (1'.42) Edoardo ( 1'.58") Luca (1.46) Massimo (1'.44") - secondo alcuni miei calcoli i tempi migliori hanno utilizzato circa 350 watt (con bici tradizionali e poca aerodinamica) con una media di oltre i 42 km/h - per completa informazione con un tempo di 1'22" (partendo da fermi e non lanciati come in questo caso) si può essere competitivi ed al vertice ai campionati italiani ACSI su pista, fino alla categoria Veterani, mentre superG e oltre con 1'.30" si ottiene un buon risultato. Lascio a chi interessa questo collegamento: classifiche italiano 2013

 
Sacra di San Michele dai laghi di Avigliana Stampa E-mail
Domenica 06 Aprile 2014 19:54

Storia: Diff.BC; lung.24KM; disl.759m; tempo 3H MOV
Piacevole e vario itinerario per salire alla Sacra di S.Michele dai laghi di avigliana. sterrate tratti di asfalto a basso traffico e poi mulattiera lastricata tecnica in discesa. tratto al limite della ciclabilità dalla Borgata Ortea (ristorante bar) al colletto panoramico che guarda la Sacra. il primo tratto di antica mulattiera in discesa è da evitare. occorre imboccare la mulattiera lungo la strada di accesso non quella vicino al bar.
 
Serra di Ivrea Tour da Cascinette - IVREA, Italy Stampa E-mail
Domenica 06 Aprile 2014 19:49

Storia: Disl.800m; Diff.MC; Lung:36Km; tempo:3.12MOV
Percorso sui passi della via Franchigena. Bellissimo tratto di sentiero pianeggiante sulla dorsale della Serra. Panoramici passaggi a Cappelle, Chiese e campanil..Rientro veloce su asfalto.
 
Martino Case Tour da VillarDora in V.Susa - Piedmont, Italy Stampa E-mail
Domenica 06 Aprile 2014 19:44

EveryTrail - Find trail maps for California and beyond
Storia:
Diff: MC/BC salita, BC/OC tratti discesa; Lung 25,4Km; Disl: 950m; Tempo: 3h MOV
sul lato soleggiato della valle di Susa. Salita su asfalto a basso traffico sino a Celle. Dietro la chiesa il rifugio che offre ristoro prima del tratto su mulattiere e seniteri sino alle case Martino. Dalle case Martino si rientra a Campambiardo su piacevole e veloce sterrato. Da qui o asfalto o tratto di sentiero tecnico con difficili passaggi su ciottolato sino a Novaretto. prima di salire sulla statale la si può evitare salendo con 50m a spinta prima di ciclare x raggiungere Torre del Colle e ridiscendere sul versante opposto.
 
Motovelodromo: da "Mercanti per un Giorno" a "Mercanti per Sempre". Stampa E-mail
Lunedì 04 Novembre 2013 16:10

dsc00012Seconda puntata per le riflessioni sul futuro del Motovelodromo di Torino. Incolonnato in auto su corso Casale, all'altezza del numero civico 144, volgo lo sguardo sul fabbricato delle ex tribune. Mi viene il classico nodo in gola che neanche un respiro profondo riesce ad alleviare. Solo chi ha vissuto la propria giovinezza in quel fabbricato puo' comprendere questo stato d'animo. All'interno, si svolgevano le attività invernali della Federazione Ciclistica Italiana, si faceva la palestra rieducativa a fine stagione ciclistica e venivano svolti i corsi ufficiali per i direttori sportivi e direttori di corsa. Molte delle persone che si occupavano di queste attività, ed alcuni di loro, assolvono ancora oggi incarichi dirigenziali in federazione, facevano parte anche della Società ciclistica denominata Ciclo Club Torino, e che aveva la propria sede sociale proprio sotto la tribuna della facciata principale che ancora oggi caratterizza l'immagine del Motovelodromo. Già allora, pur essendoci tutte le credenziali per avere qualcosa di più adeguato, lo stato di manutenzione dell'impianto lasciava desiderare, tuttavia la presenza di queste istituzioni: Ciclo Club Torino e Centro di Avviamento allo Sport Federazione Ciclistica Italiana e Coni facevano sì che vi fosse una co-presenza di appassionati dello Sport con attività e praticanti. A metà degli anni Novanta, un generoso benefattore, a sue spese, fa costruire un velodromo a San Francesco al Campo nei pressi di Caselle e che ancora oggi porta giustamente il suo nome. Da quel momento, l'interesse generale della dirigenza della FCI si sposta verso il nuovo impianto e da quel momento inizia il declino del Motovelodromo che porta alla situazione che tutti conosciamo. La volontà iniziale di valorizzare l'impianto, nonostante tutto, in quegli anni c'è stata, da parte del gestore attraverso un periodo di rilancio. Furono fatte gare con professionisti e con amatori, ma la triste realtà è che senza l'appoggio di un ente federale ufficiale o del Coni, ogni impianto, per quanto bello e moderno possa essere, non puo' avere vita autonoma e vivere con introiti di solo sport, così "Mercanti per un Giorno" metteva definitivamente in ombra il ciclismo. La verità è che prima ancora di un impianto si debba creare la domanda d'uso e una società sportiva che gestisca le attività, poichè lo sport giovanile in Italia non è un business ma una attività sociale svolta quasi esclusivamente da volontari. Ma perchè il Comune di Torino ha voluto dare il Motovelodromo in gestione ad un privato, con un canone agevolato e con la possibilità di libera iniziativa sulle attività da svolgere all'interno? Molto semplice da capire, era un modo per dire: noi ce ne laviamo le mani, l'importante è che qualcuno si occupi dell'impianto (e che non chieda contributi economici per farlo) - lasciatemi dire, e nessuno si offenda, con un pressapochismo che mi lascia interdetto. Quindi a ben vedere, qualcosa di molto simile a quanto si sta riproponendo in questi giorni con la proposta di abbattere quel che c'è per costruire l'ennesimo inutile supermercato di quartiere e con l'azione di attacco della procura sul gestore, azione discutibile anche perchè contestuale ad un offerta economica da parte di un altro soggetto privato sull'area, ma a volte sappiamo che gli eventi si sovrappongono con una casualità inaudita. La mia opinione è che il primo che debba dar voce contro lo spreco di una risorsa preziosa come quell'area e quell'impianto sia la Federazione Ciclistica Italiana, e le ragioni a ben vedere ci sarebbero: una nuova sede regionale in un luogo di prestigio ed accessibile, aule didatttiche per i corsi, una pista nuova per i giovani campioni che stanno rinascendo in questi mesi grazie ad un bravissimo tecnico, un percorso da BMX per insegnare anche il fuoristrada in città e poi palestre e servizi legati allo sport, anche in condivisione con altre discipline sportive, come il pattinaggio a rotelle. Torino non arriva più al milione di abitanti dei suoi tempi d'oro, ma è pur sempre una delle città più grandi in Italia, meriterebbe in ogni caso un impianto sportivo adeguato. I numeri ci sarebbero, certo ci vuole la volontà a fare delle cose, e sono anche convinto che tra gli appassionati si ritroverebbero molti volontari che aiuterebbero Federazione e Coni a dare vita ad un bel progetto sportivo. Questi appassionati non vogliono che "Mercanti per un Giorno" finisca e si trasformi definitivamente in "Mercanti per Sempre".

 
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