4^ Tappa Giro d'Italia delle Piste
Di Admin (del 07/06/2010 @ 12:41:02, in pista, linkato 257 volte)
Sabato 5 giugno si è svolta la 4^ tappa del Giro d’Italia delle Piste Master sul velodromo Sacchi ubicato nei pressi del Parco delle Cascine a Firenze. Una gara organizzata dal Club Sportivo Firenze e da Andrea Neri (il toscano azzurro della pista del team Cyberg). La giornata prevedeva gare di velocità, inseguimento chilometro da fermo e derivati (750 mt. e 500 mt.) e scratch. La partecipazione, è stata sottotono, non come livello qualitativo ma quantitativo di partecipanti, e questo è dovuto non per l’organizzazione e nemmeno per la “location”, che poteva essere (visto la città ed il contesto artistico) una meta interessante anche per le famiglie che accompagnavano i corridori. In generale, le condizioni meteo erano ottime, gran sole, un leggero venticello sul rettilineo d’arrivo obbligava a spingere il rapporto con più energia, certo che il caldo intenso e secco, arrivato così all’improvviso, ha lasciato tutti “spiazzati” e sicuramente ha influito sulle prestazioni. Il manto del velodromo presenta inoltre moltissimi avvallamenti, quindi i tempi registrati (con prestazioni di livello più basso rispetto alla media stagionale) sono da vedersi in quest’ottica, nelle curve la bicicletta tendeva a saltellare e nei rettilinei queste imperfezioni del manto rallentavano l’azione. Nel complessivo, dati alla mano, confrontando con i risultati delle categorie Elite/U23/Junior della tappa del 2009, sempre nello stesso velodromo, sono emersi questi risultati: Cristian Bettinelli (SC Albonese MAPEI) ha ottenuto uno splendido 11,8 sui 200 metri (che lo avrebbe posizionato nei primi tre tempi tra le categorie giovanili – lo scorso anno nello stesso velodromo ha ottenuto il miglior tempo Andrea Guardini con 11.69 e secondo Luca Ceci con 11.8) – sottolineo questo elemento perché Bettinelli è un amatore – ovvero non corre per mestiere ma nella vita è odontotecnico, è arrivato al ciclismo in età adulta e si dedica con dedizione e professionalità – e talvolta le prestazioni delle categorie amatoriali non discostano molto da quelle più blasonate giovanili. Anche nel chilometro da fermo, (e passaggi sui vari intertempi 750 e 500 metri), vedendo le classifiche degli Elite/U23/Junior, che a parte i tre concorrenti (Ceci, Paoli e Gasparrini) – che hanno ottenuto dei tempi che vanno dagli 1.09 al 1.10 sul km. (tempi di tutto rispetto su quella pista che penalizza di 2 secondi sui 1000 mt.) – gli altri sono stati tutti al di sopra dei 1.12- bisogna ammettere che i nostri “amatori” che hanno registato dei tempi di 1.13 come Bettinelli o con le attenuanti della corta distanza sui 750metri (delle categorie master 3 – 40-44 anni), con tempi intorno ai 54 secondi sono in assoluto buone prestazioni che non sfigurano di fronte alle prove dei ragazzi molto più giovani. Questo vuol dire che il ciclismo amatoriale (per la pista) si è ormai avvicinato ai livelli medi (non parliamo di quei pochi azzurri che riescono ad ottenere prestazioni di alto livello), e che forse sarebbe opportuno che venissero organizzate gare open (visti i pochi praticanti di queste discipline) così come avviene in altri paesi europei. Questo per non “sprecare” risorse economiche. Qui si tratta di “amatori” che però non sono neofiti della pista, ma hanno alle loro spalle molta esperienza che potrebbero trasmettere anche ai giovani. Tra le novità, che meritano una segnalazione, c’è anche il ritorno alla vittoria di Angelo Onofri, che all’età di quasi 60 anni, effettua un 500 metri da fermo in 40 secondi. Angelo ha corso per il Centro Sportivo del Corpo Forestale dello Stato diretto da Mario Valentini nel 1968 – insieme a Del Zio e Rossi, nomi importanti del ciclismo su pista, e avrebbe dovuto partecipare alle Olimpiadi di Monaco se… (ma chiedetelo a lui se vorrete). Quindi “amatori” ma in taluni casi anche “blasonati”. Quindi per finire a Firenze c’erano tutti (o quasi tutti) i veri appassionati dell’anello: i “neofiti” che di anno in anno migliorano nelle prestazioni, i “veterani” che corrono e trasmettono quel che sanno ai ragazzi più giovani e una piccola quota di “stradisti” che incuriositi dell’evento, si sono lasciati “prendere” e speriamo diano un seguito.
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