Elettrostimolatore per il ciclismo
Non è una novità l’utilizzo dell’elettrostimolatore come integrazione nella preparazione atletica, ho letto molto a riguardo, sui pro e contro del sistema. Prima di scrivere delle cose ho voluto provarlo direttamente in maniera costante e sistematica. La prima fase di sperimentazione era basata sull’utilizzo di programmi di forza esplosiva, abbinati all’allenamento specifico in bicicletta. Ho provato per qualche settimana, e se devo essere onesto non ho avuto molti benefici in termini di miglioramento delle performances. Forse lo utilizzavo ad intensità troppo bassa, ma oltre a non vedere dei miglioramenti (teniamo presente che un allenamento è quasi sempre valutabile in termini di prestazione: tempo cronometrico, rapporto usato per raggiungere certe velocità etc…) invece qui, con l’elettrostimolatore, non si riesce a percepire quanto uno è migliorato. Per cui ho abbandonato il campo in questa direzione. Un altro programma che ho utilizzato è quello decontratturante, qui invece ho riscontrato una buona risposta e immediata, però se uno ha una buona preparazione difficilmente si troverà con le gambe di legno nel ciclismo, è questo programma è un po’ troppo violento nel massaggio, serve solo in alcuni casi specifici. Infine un programma che ho trovato veramente utile è quello della capillarizzazione, che permette un fresco afflusso di sangue ai muscoli e li ossigena bene (questa è la mia sensazione), utile nei due casi: pre-gara, permette di preparare la gamba e come post gara nei recuperi. Il ciclismo su pista è un tipo di attività violenta, uno sprint di 200 mt. da fermo può indurirti le gambe e non poco, si forma spesso moltissimo acido lattico e tossine, un massaggio (fatto in maniera tradizionale) oppure una seduta all’elettrostimolatore può risolvere il problema, e mentre il primo risulta difficile da attuarsi, il secondo con poche centinaia di euro si può ottenere. Bisogna però abituarsi.
I commenti sono disabilitati.
|