La maglia da campione mondiale per amatori ciclismo
Di Admin (del 15/03/2010 @ 10:06:15, in news, linkato 899 volte)
Quando ero ragazzino, il mio direttore sportivo mi aveva regalato una maglia da Campione del Mondo su strada, sponsorizzata dalla Del Tongo cucine di Saronni che aveva vinto a Goodwood nel 1982, io da ragazzino la indossavo negli allenamenti immedesimandomi nella parte, avevo ovviamente 13/14 anni. Oggi, dopo oltre 25 anni, con i capelli grigi in testa, vedo che ci sono ancora ragazzini della mia età che indossano maglie da Campione del Mondo. Però, con l’età, si sono “evoluti”, non la indossano solamente, vogliono una premiazione, un articolo su un sito, insomma un giorno da protagonisti. Così, ogni ente sportivo, ogni parrocchia, si “inventa” un campionato mondiale. Io non ho una visione negativa di un Campionato Mondiale Master (termine che l’UCI utilizza), ci mancherebbe sono tesserato anche io per la FCI/UCI, mi darei la zappa sui piedi, ma vorrei un po’ di chiarezza. Un campionato mondiale, innanzitutto deve avere necessariamente la partecipazione di atleti provenienti da altre nazioni e ancor meglio altri continenti. Ma non una piccola rappresentanza di 2-3 elementi (con invece il 90% di italiani che partecipano), questo NON è un Campionato Mondiale, può essere considerata una gara internazionale, vista la presenza di stranieri, ma non un Mondiale. Pensateci bene, è come se a Mendrisio nel 2009 vi fossero solo atleti italiani, più Cancellara e Contador… non siete d’accordo? Quella dei Campioni del Mondo facili, (come del resto anche le lauree) è un fenomeno tutto italiano. Questo non toglie il valore di ciclisti che hanno vinto queste edizioni mondiali tutte italiane, ma forse non avrebbero avuto la vita così facile se si battevano con pari grado di altre nazioni. Siamo tutti profeti in patria ma fuori… Esiste poi una diatriba molto forte tra l’UCI e i vari enti della Consulta, in quanto l’UCI ritiene che debba essere l’unico Ente internazionale preposto all’organizzazione di gare dal titolo Mondiali di Ciclismo, e soprattutto all’utilizzo dei colori simbolo dell’UCI, il mitico arcobaleno olimpico che viene rappresentato sulle maglie. Bene tutti forse non sanno che gli amatori non hanno la maglia bianca ma azzurra, di un bel blu, mentre l’iride e la composizione grafica è la medesima di quelle dei giovani e dei professionisti. Quella è l’unica maglia vera da Campione del Mondo, che sia bianca (giovani) o azzurra (master). Detto questo nulla vieta a Enti di promozione sportiva ad attivarsi nell’organizzare campionati mondiale ma con due condizioni: che vi siano partecipanti da altri stati (in maniera massiccia) e che non usino la maglia dell’UCI, perché non ne hanno il diritto (e parlo dei diritti d’autore che in Italia vengono “calpestati”). Allego alcune maglie a titolo di esempio, notate che per ogni specialità hanno una grafica diversa.
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